Guida al SEO – 11: Ridurre i rischi

SEO per farsi trovare sui motori di ricerca
SEO per farsi trovare sui motori di ricerca

L’ottimizzazione per i motori di ricerca richiede cambiamenti. Non si può infatti ottimizzare qualcosa senza cambiarlo in qualche modo. E tutti i cambiamenti portano con sé rischi oltre che possibilità di miglioramento.

Questo è il tema che affrontiamo nel nostro undicesimo articolo su come gestire le attività di SEO. Nel primo abbiamo visto perché le aziende hanno bisogno di ottimizzare la propria comunicazione sui motori di ricerca, nel secondo come funzionano questi ultimi, nel terzo come pianificare l’attività di SEO. Poi nel quarto abbiamo perché è importante e in che cosa consiste la ricerca di parole chiave, e nel quinto come trovare e analizzarle. Nel sesto abbiamo visto come ottimizzare il contenuto delle pagine, nel settimo come collegare le parole chiave ai contenuti del sito, nell’ottavo l’architettura e la struttura del sito, nel nono come diagnosticare i problemi nella visibilità del sito per i motori di ricerca e nel decimo abbiamo introdotto il tema della gestione dei cambiamenti del sito.

I rischi per le performance nella ricerca online di solito possono avere tre origini:

  • il cambio di contenuti;
  • il cambio dei link “strutturali” (ad esempio quelli di navigazione);
  • il cambio delle tecnologie usate per il sito.

Mitigare questi rischi è fondamentale per assicurarsi che le proprie performance continuino a migliorare quando i cambiamenti del sito ne alterano le caratteristiche.

Cambiare ed eliminare del contenuto

Anche qualcosa di semplice come cambiare le parole su una pagina può avere un impatto positivo o negativo sulle naturali performance di quella pagina con i motori. Ma è importante ricordare che potrebbe subire un impatto solo la performance della pagina che stiamo modificando, ed eventualmente quella di altre pagine posizionate per le stesse parole chiave.

Per ridurre i rischi e migliorare le possibilità che l’ottimizzazione dei contenuti migliori davvero le performance, prima di tutto occorre identificare le pagine che si posizionano per i temi di ricerca e per le parole chiave per cui vogliamo condurre l’ottimizzazione.

Prestate attenzione a non cambiare in modo troppo radicale i contenuti delle pagine che attualmente funzionano abbastanza bene per i motori, sempre tenendo presente i loro temi di ricerca. Ogni pagina dovrebbe avere dei contenuti che rappresentano una variazione sul tema di ricerca prescelto: come sempre, bisogna prima di tutto tenere presenti le necessità degli utenti in carne e ossa, per cui ogni pagina dovrebbe avere qualcosa di unico e utile da dire.

Ricordiamoci che la quantità di rischio che corriamo è equivalente alla quantità di traffico che la pagina riceve attualmente. E’ infatti possibile che la nostra “ottimizzazione” faccia crollare la quantità di visite che la pagina riceve. Il potenziale guadagno che cerchiamo di ottenere è invece quantificabile come traffico raggiungibile, calcolato sulla base delle parole chiave.

Ridurre i rischi nella fase di cancellazione dei contenuti è relativamente più semplice, perché conosciamo già quanto traffico arriva a quelle pagine attraverso i motori di ricerca per specifiche frasi. L’unica cosa che si può fare in questo caso è cercare di preservare almeno in parte l’autorità delle pagine che saranno cancellate e ridirigerla verso altre aree del sito.

Per farlo, occorre sempre ricordarsi di effettuare un redirect 301 (dal nome del codice di errore) dalle pagine che vengono rimosse verso altre. Questa pratica è ammessa e consigliata dai motori di ricerca, perché non lascia i visitatori soli su una pagina inesistente, ma li riporta su un’altra, senza interrompere la loro esperienza di vista al sito.

L’alternativa è che succeda quello che è accaduto al sito istituzionale di un’importantissima Regione italiana, che ha cambiato radicalmente la struttura del sito dall’oggi al domani, modificando tutti i suoi link. Al disorientamento sperimentato dai visitatori (cittadini!) nel doversi abituare a una nuova struttura del sito, si è aggiunta la beffa: eventuali link salvati nei preferiti, o i risultati delle ricerche di Google, hanno immediatamente portato a pagine errate, senza possibilità di capire dove fosse finito il contenuto ricercato. Beffa doppia, poi, se si considera che gli stessi dipendenti dell’Amministrazione Regionale erano abituati a usare Google per cercare informazioni in un sito così vasto, e quindi sono stati spiazzati tanto quanto i cittadini…

Gestire il cambio dei link strutturali

I cambiamenti nella struttura di navigazione altri sistemi di gestione dei collegamenti devono essere gestiti molto attentamente. Per prima cosa identificate la posta in gioco calcolando quante visite arrivano naturalmente alla pagina di destinazione: più alto è questo numero, maggiore sarà il rischio.

Ridurre questo rischio è per certi versi più difficile, e richiede analisi e discussioni con chi si sta occupando del redesign del sito. L’eliminazione di ciascun link deve essere decisa sulla base di una chiara indicazione del vantaggio che si ottiene in termini di funzionalità del sito rispetto ai rischi per il SEO, e occorre verificare se il collegamento può essere semplicemente spostato invece che eliminato del tutto.

Ad esempio, se le revisione del sito richiede una semplificazione della barra di navigazione, invece che eliminare un link si potrebbe decidere di spostarlo nel pie’ di pagina. Un cambiamento di questo tipo è meno rischioso, perché non stravolge la struttura del sito, ma lascia quel link in ogni pagina, anche se in un punto meno visibile. Se il pie’ di pagina è già molto ricco di link, si può eventualmente risolvere il problema con un menù a tendina per mantenere vivo il link senza complicare troppo la pagina.

Considerate ogni link che viene eliminato come un punto debole del tetto di una casa. Per mantenere un tetto sulla propria testa occorre che i punti deboli siano il meno possibile, e cioè che il sito (il tetto) continui ad attirare traffico tramite i motori. Se nel tetto si creano dei buchi, occorre tapparli, e magari rafforzarne una parte creando altri punti di sostegno (cioè link in ingresso o al suo interno che creano valore per i visitatori).

Se siamo obbligati a togliere dei link dalla testata o dal pie’ di pagina del sito, a prescindere dall’impatto sulla performance SEO, possiamo rafforzarne altri? Forse si può creare un altro articolo sul nostro blog aziendale, che punta ad alcune pagine interne rimaste relativamente “scoperte”, oppure cercare di inserire questi link in altre pagine già esistenti.

Questo è anche il momento giusto per rivolgersi ai blog e alle riviste di settore per chiedere articoli, recensioni o commenti che creino link al nostro sito, specialmente alle pagine che ora sono meno visibili.

Gestire il cambio di tecnologia

Oltre ai mutamenti di contenuto e di link, anche i cambi di tecnologia possono creare problemi con le performance del SEO, ed è importante capire quali sono i meccanismi coinvolti e le potenziali conseguenze.

Sfortunatamente, la tecnologia procura cambiamenti così vasti per natura, dimensioni ed effetti che è impossibile affrontarli tutti in un solo articolo. I rischi potrebbero annidarsi nelle modalità di accesso al sito da parte degli spider, nell’espansione dei contenuti duplicati o in altri modi ancora.

Per questo nel prossimo articolo vedremo alcuni strumenti tecnologici per effettuare una prima diagnosi degli eventuali problemi.

Tag dell'articolo: digital marketing, SEO

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