Mercato del noleggio, siamo a un momento di svolta?

Due operatori del noleggio in un cantiere al tramonto
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Per comprendere l’andamento attuale del mercato del noleggio italiano occorre innanzitutto inquadrare il contesto economico nel quale si muovono oggi le aziende.

Dopo il boom della ripresa post-Covid, l’economia italiana è tornata sui livelli di crescita che più le sono consueti, ossia quelli inferiori all’1%, nonostante i fondi del PNRR ci abbiano favorito ben più delle altre grandi economie europee.

Un settore che continua comunque a beneficiare di questo contesto è quello delle costruzioni, che ha continuato a crescere anche quest’anno in netta controtendenza rispetto alla media europea. In questo senso, l’Italia rappresenta un’anomalia rispetto al resto d’Europa, come ben evidenziato da Federico Dalla Puppa di Smartland nel suo intervento al recente Congresso Assodimi, da cui sono tratti i dati presentati in questo articolo.

Per le aziende di noleggio si tratta di un segnale positivo, sebbene il mercato in cui si trovano a operare non sia più quello della domanda schizzata alle stelle per tutti, bensì uno scenario “normalizzato” con cui i noleggiatori dovranno abituarsi ad avere a che fare anche nei prossimi anni, e in cui non sarà più così scontato riuscire a ritagliarsi il proprio spazio.

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Mercato del noleggio, i dati aggiornati

Al netto di questo, la visione d’insieme continua a essere positiva: nel 2023 infatti, il mercato del noleggio italiano ha raggiunto un fatturato complessivo di 4,8 miliardi di euro, segnando una crescita del +10,9% rispetto all’annata precedente.

Se consideriamo anche gli introiti derivanti dalla vendita, il totale sale addirittura a 7,6 miliardi. Il valore complessivo degli utili ammonta invece a 340 milioni di euro, per una percentuale del 7% sul totale del fatturato (esclusa la vendita).

Può invece destare qualche preoccupazione il dato relativo alla copertura degli oneri finanziari, che, seppur ancora positivo, nel 2023 (8,4) è quasi dimezzato rispetto al 2022 (15,6).

La causa è probabilmente da ricercarsi nel forte aumento dei tassi di interesse (oltre che dei costi operativi in generale) che ha colpito l’Europa nel 2023, generando inevitabilmente una situazione di crescente pressione finanziaria per i noleggiatori.

Per incrementare ulteriormente il cash flow le aziende dovranno quindi concentrarsi sull’aumento dell’efficienza operativa, utilizzando strategie come l’ottimizzazione dei costi operativi, la rinegoziazione delle condizioni del debito o l’introduzione di soluzioni innovative per migliorare la redditività senza aumentare l’indebitamento.

In ogni caso, la società di ricerca Smartland prevede che il noleggio italiano continuerà a crescere anche nel 2024 e nel 2025, con valori rispettivamente del  +6,8% del +3,8%, confermando un mercato in cui, al netto di tutto, il noleggio è ormai riuscito a ritagliarsi un ruolo strategico e consolidato.

Mercato del noleggio, i protagonisti della crescita

Sono emersi degli spunti interessanti anche dall’andamento dei dati relativi alla composizione del mercato.

All’interno di un mercato che ancora estremamente frammentato e costituito in larga parte da aziende di piccole e piccolissime dimensioni, si sta cominciando a registrare una crescita importante del numero di aziende in grado di produrre fatturati di dimensioni significative, quantomeno rispetto alle medie italiane.

Dal 2021 ad oggi, infatti, il numero di aziende con un fatturato tra gli 1 e i 2,5 milioni di euro è cresciuto del 33,6%, mentre quello delle società con un fatturato superiore ai 2,5 milioni è cresciuto addirittura del 51,7%.

Dati che dimostrano che il mercato si sta gradualmente strutturando, sia attraverso la crescita interna delle realtà più virtuose, sia per mezzo delle numerose acquisizioni che i big stanno portando avanti negli ultimi anni.

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Quest’ultimo trend, in particolare, sembra destinato a proseguire: il Gruppo Mollo ad esempio sta portando a termine diverse acquisizioni a cadenza annuale, e la stessa Venpa, con il recente ingresso del fondo Sagard MidCap, ha annunciato obiettivi di espansione piuttosto ambiziosi in questo senso.

Allo stesso tempo, anche i grandi gruppi multinazionali presenti nel mercato puntano a ritagliarsi un ruolo sempre più importante, non solo con le acquisizioni ma anche attraverso le nuove aperture: è stato recentemente il caso sia di Kiloutou che di Boels.

Quale futuro per il noleggio italiano

In conclusione, al netto delle fisiologiche oscillazioni dello scenario economico generale, la vera sfida per le aziende di noleggio nei prossimi anni sarà quella di consolidarsi ulteriormente come un punto di riferimento imprescindibile per le imprese italiane. E questo è possibile anche in uno scenario di crescita limitata o stagnante, poiché il noleggio rappresenta una soluzione strategica in ogni contesto.

Nonostante il mercato italiano abbia raggiunto dimensioni importanti rispetto al passato, la penetrazione del noleggio rimane ancora inferiore rispetto ai Paesi europei più avanzati da questo punto di vista; ma se non altro questo significa che c’è ancora un ampio margine di crescita.

Per proseguire su questa strada tuttavia, il settore deve puntare a una crescita che non sia solo quantitativa ma anche qualitativa: sarà fondamentale presidiare territori e settori ancora poco esplorati, sfruttando l’alto potenziale ancora inespresso e rafforzando ulteriormente la percezione del valore del noleggio nel mercato.

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