Noleggio auto ai privati, luna di miele finita?

In un recente articolo a commento dei dati diffusi da ANIASA, abbiamo visto che il noleggio auto a lungo termine continua a crescere, seppur lentamente, tra le aziende e la Pubblica Amministrazione.
Il flirt con i privati e le partite iva sta invece attraversando una fase stagnante che non riguarda solo i numeri, fermi a quota 165 mila contratti. Qualcosa sta cambiando nella percezione del prodotto e dei suoi vantaggi: senza il guadagno fiscale, le altre motivazioni non appaiono più così attraenti.
La convenienza del noleggio auto a lungo termine per privati, infatti, non è assoluta, ma dipende strettamente dalle esigenze individuali, dalle abitudini di guida e dalle priorità finanziarie. Di per sé non è né un affare né una fregatura, ma una semplice alternativa all’acquisto con specifici pro e contro.
Talvolta, torna a essere una scelta personale tra proprietà e uso, ma è un dato di fatto che, complice la confusione sulle motorizzazioni, i costi elevati e l’omologazione dei modelli, l’auto nuova è decisamente meno attraente, soprattutto presso le giovani generazioni.
Noleggio auto a lungo termine, quando conviene ai privati
Il noleggio a lungo termine conviene se si verificano alcune particolari condizioni. Facciamo degli esempi:
- Quando si desidera una gestione senza pensieri: il canone mensile fisso include tutti i costi operativi (assicurazione completa, manutenzione ordinaria e straordinaria, tasse, assistenza stradale, pneumatici). Per le imprese, ciò elimina molti costi e semplifica la gestione del parco auto. Ma per i privati, pagare bollo e assicurazione una volta l’anno è davvero un’incombenza che toglie il sonno?
- Quando si desidera cambiare auto frequentemente: il noleggio è ideale per chi ama guidare modelli sempre nuovi e dotati delle ultime tecnologie di sicurezza ed efficienza, potendo cambiare veicolo ogni 2-4 anni senza preoccuparsi della rivendita dell’usato.
- Quando si percorre un chilometraggio specifico e prevedibile: i contratti includono sempre un limite di chilometri annui. Se si rientra in tale limite, la formula è efficiente.
- Quando si hanno alte e flessibili esigenze di mobilità: noleggiare è utile in situazioni temporanee, come un trasferimento per lavoro o un’esigenza specifica che non giustifica l’acquisto di un veicolo.

Tutto questo è vero, ma solo a un’analisi superficiale. Le offerte di noleggio a lungo termine si moltiplicano ogni giorno, specialmente attraverso processi totalmente digitalizzati. Le formule non sono sempre trasparenti e, soprattutto, assistere il cliente è diventato un costo che non si vuole più sostenere.
Quando non è conveniente
Schematizzando anche gli svantaggi, il noleggio potrebbe non essere la scelta migliore se:
- Si vuole rimanere proprietari del proprio veicolo: alla fine del contratto di noleggio, non si è costruito alcun patrimonio. In tempi come questi, in cui il valore dell’usato è notevole, è ancora così vero che l’auto di proprietà sia solo un investimento “a perdere”?
- Si intende mantenere l’auto per molti anni: oltre i 6-7 anni, l’acquisto e il mantenimento di un’auto (purché non si incorra in guasti significativi o fuori garanzia) tende a diventare più economico in termini di costo totale. Peraltro, nel gioco delle franchigie utilizzate dalle compagnie di noleggio per mostrare una rata più allettante, i conti devono essere fatti molto attentamente in anticipo. Rimane anche l’incognita che, alla riconsegna, certe usure naturali non vengono riconosciute tali dalle società di noleggio, con ulteriore aggravio di costi per l’utente.
- Si percorrono pochissimi chilometri: per un uso saltuario e occasionale, alternative come il car sharing (nelle grandi città) o il noleggio a breve termine per specifici viaggi possono essere più sensate.
- Si superano i limiti di chilometraggio: andare frequentemente oltre i chilometri previsti dal contratto comporta costi aggiuntivi parecchio salati.
Noleggio a lungo termine per privati, qualche considerazione
La convenienza del noleggio a lungo termine di un’auto, per i privati, è quindi una questione di priorità personali. Si paga un premio per la tranquillità, la presunta prevedibilità dei costi e per il desiderio di cambiare auto evitando le incombenze e il rischio di svalutazione del veicolo. Bisogna accettare la scomodità di dover portare l’auto nei punti di riparazione convenzionati (spesso a condizioni difficili per le officine).
Insomma, per determinare se è la scelta giusta, è consigliabile fare un’analisi finanziaria molto dettagliata a priori. Un’analisi che però deve essere fatta con cognizione di causa, conoscenza delle clausole e confrontando i costi totali stimati dell’acquisto e del noleggio, tenendo conto delle proprie abitudini e preferenze.
I provider e le case costruttrici hanno intorbidito i contratti e intensificato le offerte “allettanti” per un’ulteriore penetrazione nel segmento, contando sulla propensione degli italiani a rateizzare qualsiasi cosa (salvo trovarsi poi con un reddito residuo insufficiente e i creditori fuori dalla porta).
L’abitudine di prevedere un consistente anticipo (anche in forma di deposito cauzionale) e una maxi-rata finale per poter offrire canoni mensili più bassi fa quasi dimenticare che l’auto non è e non sarà mai nostra. Al termine del noleggio potremmo trovarci di fronte a valori residui attualizzati di scarso valore, decisi unilateralmente dalle compagnie, che ci spingono ad aderire a nuovi contratti per mancanza di alternative.
Il nuovo feudalesimo?
Più di qualcuno si è spinto a definire questo meccanismo “il nuovo feudalesimo”, riferendosi alla crescente dipendenza dai contratti di noleggio a lungo termine per i privati, dove, invece di possedere un’auto, si paga un canone mensile fisso per usarla, con servizi inclusi sempre più modesti e una scarsa assistenza. Senza la proprietà finale del veicolo e con potenziali vincoli contrattuali e di accesso, esattamente come un feudatario era legato al proprio signore.
Questa situazione si è creata con la necessità di diffondere ulteriormente il noleggio a lungo termine che, da ottimo strumento aziendale, si è esteso anche ai privati, ma in un’ottica di dipendenza e non di possesso, paragonabile al sistema feudale. Non vogliamo in questa sede avallare questo accostamento etimologico, bensì suggerire una maggiore consapevolezza verso un prodotto che è nato per le aziende, con convenienze relative ai grandi numeri e all’uso frequente.
Vogliamo sensibilizzare verso la capacità di leggere con attenzione contratti spesso poco trasparenti per tenere davvero sotto controllo i costi con certezza, senza troppe incognite.
Si tratta pur sempre di un prodotto finanziario, a volte non così flessibile; quindi, i costi nascosti vanno stanati con molta attenzione. Tra l’altro, che l’auto sia diventato un prodotto finanziario lo dimostrano anche le offerte quasi obbligate di finanziamenti anche in caso di acquisto (per non parlare dei costosissimi tagliandi annuali, pena le perdite dei benefici di garanzia).
Una scelta personale
Il tema è sempre quello: quando il cliente perde la centralità per questioni di costi e margini, le cose si mettono sempre male. E per le società di noleggio auto a lungo termine (a volte anche a breve) il privato ormai non è più un cliente, come lo intendiamo su queste pagine, ma un consumatore, possibilmente da vessare, spennare e lasciare al suo destino.
Deve perciò sobbarcarsi l’onere di essere ben informato e capire i suoi reali bisogni, per saper confrontare le caratteristiche del contratto che ha sotto gli occhi rispetto alle proprie necessità e fare una scelta certa e consapevole sotto tutti i punti di vista (un approccio che oggi vale per molte cose, diciamo).
Insomma, il prodotto non è “per tutti”. Se fosse tutto così allettante, semplice e chiaro, probabilmente non ci troveremmo di fronte a uno stop nella crescita dei contratti di noleggio a lungo termine delle auto tra i privati.
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