La funzione sociale del noleggio

Mauro Mollo primo piano
Mauro Mollo primo piano

Mauro Mollo, fondatore e CEO di Mollo Noleggio

Con la pubblicazione della terza parte, concludiamo la lunga chiacchierata fatta a più riprese con Mauro Mollo.

Se volete rileggerla tutta in un’unica panoramica, trovate le puntate precedenti in ordine cronologico qui e qui.

Con questa intervista, così come con le altre che abbiamo pubblicato nel corso dell’anno coinvolgendo noleggiatori e produttori leader del nostro mercato, abbiamo cercato di alzare il livello della riflessione e dello scambio.

L’intento rimane quello di entrare sempre più in profondità nelle cose del noleggio e passare dalle singole opinioni sparse ed estemporanee a una possibile opinione generale, di sistema.

Ragionare insieme crea consapevolezza. In questo modo sarà più facile individuare i punti di dissonanza o di convergenza e utilizzarli per interpretare lo scenario evolutivo del noleggio italiano nella sua attuale e delicata fase di ridefinizione.

L’Italia è un paese strano, per molti versi unico.

Non è facile per noi uniformarci ai modelli di business che da anni incrementano le percentuali di penetrazione del noleggio nel resto d’Europa.

Grazie a questi scambi, però, qualche idea più chiara io me la sono fatta, e non vedo l’ora di proseguire questo itinerario nel 2023, coinvolgendo altri autorevoli soggetti per continuare a offrire contenuti di qualità a chi ci legge, grazie anche al sostegno dei nostri partner.

Sono grato a chi si è reso disponibile a mettere nero su bianco i propri pensieri, rispondendo anche a domande a volte ficcanti.

In una fase di mutazione della pelle, come quella che stiamo attraversando, ritengo questa apertura un bene prezioso.

I noleggiatori di un certo livello non hanno molte opportunità ufficiali per incontrarsi senza diffidenze, condividendo i loro pensieri strategici.

Siamo abituati che tutto avvenga un po’ sottobanco, navigando controcorrente tra i detriti di una pessima comunicazione che oscilla tra i trionfalismi delle marchette fotocopia di cui sono popolate le riviste di settore, e i rumori di fondo di chi ne sa una più degli stessi protagonisti e le fa circolare nei corridoi, giusto per darsi un tono.

Forse ci siamo assuefatti agli eventi di networking, dove essere presenti è più un atto di comodità o curiosità più che di generosità, e forse ci siamo disabituati ai contenuti e allo scambio di livello.

Noi vogliamo invece rafforzare questo “campo neutro”. Ci siamo presi in carico la funzione di rendere un po’ più equilibrata e trasparente la comunicazione nel noleggio per offrire, a chi è interessato, la possibilità di comprendere come ragionano le persone che questo mercato lo costruiscono ogni giorno, in azienda e sul campo. lavoro su un ponte

Senza troppe mediazioni, evitando ove possibile sia i comunicati stampa preconfezionati sia i fastidiosi “sentito dire”.

Chi si è messo in gioco lo ha fatto condividendo dubbi, contraddizioni, strategie.

Qualcuno si è espresso a mezza voce, qualcun altro in modo più esplicito e coraggioso.

Il vostro apprezzamento è stato di grande conforto: ci avete riconosciuto – lo vediamo dai dati di lettura – questo ruolo di costruttori di chiavi interpretative della realtà del noleggio.

Questa è la nostra più grande soddisfazione, pensando soprattutto che chi ci legge lavora ogni santo giorno in questa piccola ma affascinante filiera.

Tornando a Mauro Mollo – che ringrazio nuovamente per la generosità, la reciproca stima ultraventennale e per  essersi aperto senza remore – vedrete nell’articolo come emerga, in modo più evidente, il suo lato riflessivo, quasi da “vecchio saggio”, anche se deciso e diretto come sempre.

Spoileriamo fin da subito che l’azienda di noleggio che Mauro conduce con il fratello Roberto – e che vede sempre più coinvolto un management molto cresciuto e tecnicamente preparatissimo – non è in vendita.

Ma, anzi, crescerà ancora sia con l’apertura di nuove filiali, sia attraverso l’acquisizione di storiche realtà territoriali affini, alcune delle quali saranno annunciate a breve.

Chi sono queste aziende, al momento non lo posso spoilerare.

Mauro, tu sei in questo mestiere da oltre vent’anni. Quale aspetto ha contribuito più di altri a far crescere il noleggio in Italia?

La svolta è arrivata con le grandi crisi finanziarie degli ultimi decenni. Su tutte, la crisi Lehman Brothers del 2009-2010: è stata la più importante che abbiamo avuto dal Dopoguerra. Le crisi finanziarie hanno indebolito il potere di acquisto delle imprese, e questo è andato a vantaggio del noleggio.

È anche il motivo che ha spinto troppi soggetti a entrare in qualche modo nel noleggio?

Anche. In molti si sono buttati nel noleggio per emulazione, qualcuno ce l’ha fatta qualcuno no, come in tutte le attività imprenditoriali.

Questa crescita, basata su spinte episodiche e che permette l’affacciarsi di player estemporanei e improvvisati, non è un aspetto patologico tipicamente italiano?

In Italia abbiamo un taglio imprenditoriale diverso rispetto all’estero. Abbiamo migliaia di partite iva e, di conseguenza, uno scenario molto mollo noleggio escavatore frammentato. Chiaramente il noleggio, in quanto business neonato, ha attirato molti imprenditori. Il rischio che si corre, in un business nuovo e poco regolamentato, è che si trovino le piattaforme aeree a noleggio presso benzinai, magazzini edili, rivenditori di materiale idraulico, artigiani… Soggetti che mandano inconsciamente le persone a lavorare in altezza senza avere la benché minima organizzazione di assistenza tecnica e di conseguenza di manutenzione dei mezzi. Questo è il limite del nostro Paese. La responsabilità è legata all’assenza di leggi chiare che regolamentino il settore, specialmente sotto l’aspetto tecnico e di conseguenza della sicurezza.

Chiunque, però, può sentirsi noleggiatore in quanto iscritto alla stessa associazione che riunisce le aziende storiche. Non è anche questa un’anomalia?

Chiaramente un’associazione per stare in piedi deve avere molti iscritti. Forse occorrerebbe fare come avviene nel mondo della distribuzione del materiale elettrico, ovvero tavoli di lavoro a seconda dei volumi di fatturato. Non credo che i problemi di Mollo Noleggio o di Kiloutou siano gli stessi di un piccolo noleggiatore con dieci o venti macchine.

In alcune occasioni mi hai accennato circa l’importante funzione sociale che riveste il noleggio. Mi vorresti spiegare meglio il concetto?

La funzione sociale del noleggio tocca più aspetti e non è un tema banale. Il noleggio rende possibile, a chiunque voglia fare impresa, avviare una propria attività senza esborso di capitali legati all’utilizzo di attrezzature e macchinari indispensabili per la propria attività. Trent’anni fa, per fare impresa o per avviare una nuova impresa, un ragazzo di vent’anni doveva per forza indebitarsi per l’acquisto di gru, macchine e attrezzature. Con tutti i rischi annessi e connessi a questo impegno finanziario. Oggi, un ragazzo di vent’anni potrebbe iniziare a fare l’imprenditore senza indebitarsi di un euro, concentrandosi esclusivamente sulle proprie capacità imprenditoriali. Un cambio epocale per l’Italia. Tutto questo grazie alle società di noleggio.

A microfono spento mi hai confidato che non riesci proprio a immaginare cosa succederà tra un anno o due. Mi spieghi meglio anche questa tua sensazione?

Te lo confermo. Oggi abbiamo una situazione politica ed economica internazionale incerta e difficile da capire. Abbiamo mercati e prezzi impazziti. Sicuramente sarà uno scenario che perdurerà nel medio-lungo termine. Tutto questo contribuisce a generare una situazione sociale molto allarmante. Ci dobbiamo preoccupare del fatto che i nostri dipendenti dovranno sostenere per un lungo periodo costi di luce, gas, benzina e alimentari molto più alti di quelli attuali. La nostra azienda, sotto questo aspetto, è intervenuta con un incremento sostanziale del welfare, sia sotto forma di fondo perduto che di prestito a lunga scadenza.

È un aspetto che tocca anche il cliente utilizzatore?

Non chi ha fatto del noleggio una scelta strategica per la propria attività. Loro non hanno sbagliato. Chi invece ha fatto investimenti sulla spinta della 4.0, e di conseguenza si è indebitato, di sicuro avrà qualche problema in più. Che si traduce in aumento dei tassi di interesse, deperimento dei beni e invecchiamento tecnologico delle proprie attrezzature, a fronte di un mercato che invece offre sempre più macchine nuove e innovative.

Mi trovi d’accordo. Si dice sempre che l’impresa italiana sia legata alla proprietà dei mezzi per un fatto culturale, poi però vediamo che è tradizione dei nostri governanti incentivare costantemente gli acquisti. Cosa ne pensi?

Penso che in alcune zone d’Italia le imprese godono addirittura di tre bonus per gli acquisti: oltre alla 4.0 c’è il “bonus Sud” e il “bonus Terremoto”. Ci sono situazioni in cui una macchina nuova viene pagata il 10 per cento del suo prezzo. Uno scenario che non esiste in nessun altro paese europeo. Ci sono situazioni in cui aziende sfruttano questi bonus acquistando al sud e poi aprendo filiali al nord. Tutto questo genera disorientamento.

Anche i noleggiatori stanno godendo della 4.0…

mollo noleggio depositoChi ha beneficiato di più della 4.0 sono i noleggiatori che avevano un parco macchine vecchio e che, di conseguenza, hanno potuto sostituirlo con macchine nuove, con fatica data la carenza attuale. La 4.0 ha toccato meno le aziende come la nostra che, da sempre, ogni anno aggiorna la propria flotta. Probabilmente, senza gli incentivi una parte di piccole aziende di noleggio sarebbe stata assorbita con maggiore facilità dai grandi gruppi.

Ti riferisci al fatto che alcuni di questi avrebbero potuto o potrebbero essere acquisiti dalla tua azienda?

In una logica di crescita, abbiamo mantenuto i progetti: da un lato aprire nuove filiali e dall’altro prestare molta attenzione qualora ci fosse l’opportunità di acquisire altre aziende. Non nego che in questo momento siamo all’opera su entrambi i fronti.

Sei anche tu convinto che il noleggio godrebbe di maggiore visibilità da una consistente concentrazione tra gli operatori?

Credo sia la migliore strada percorribile. Il noleggio può dare un importante contributo ad accelerare lo sviluppo di questo paese. Serve chiaramente un’azione politica che disincentivi gli acquisti e spinga le imprese al noleggio, riducendo di conseguenza il loro indebitamento in attrezzature, come avvenne in Francia con delle leggi mirate negli anni ‘70 e ‘80.

Parlando di acquisizioni, inevitabilmente ti chiedo se Mollo Noleggio è in una qualche trattativa per essere venduta, come i rumor di mercato continuano a sussurrare…

Non posso controllare il brusio delle voci, mi concentro sulle cose da fare per dare solidità alla mia azienda. Ti confermo che al momento non siamo in trattativa con nessuno. Se serve a tacitare questi rumori di fondo, scrivi pure che lo escludo nella maniera più assoluta. In un futuro, lontano magari, le cose potrebbero cambiare, chi lo sa. Le nostre strategie attuali sono basate su progetti concreti in via di attuazione, e ci portano solo ed esclusivamente a crescere.

Dicevi che uno degli attuali nodi di sviluppo è legato al rallentamento delle consegne di nuove macchine. Come ne state facendo fronte?

Abbiamo ampliato il numero dei partner per singola tipologia di mezzi. Una scelta che siamo stati costretti a fare, dato che fin dalla nostra nascita avevamo optato con fermezza per non averne più di due.

Vi state anche voi buttando sulla mobilità elettrica?

Da un lato è giusto seguire queste innovazioni, ma nutriamo qualche perplessità sul fatto che la mobilità elettrica possa essere la soluzione per chi lavora. Siamo interessati, ad esempio, agli sviluppi che alcuni nostri partner stanno portando avanti sull’idrogeno.

Cosa pensi dell’avvento delle aggregazioni digitali che spingono i noleggiatori verso i loro marketplace?

Premetto che non mi sono mai interessato, quindi è un argomento che non conosco bene. Sicuramente ci saranno aspetti positivi e aspetti negativi. Ammesso e non concesso che possa funzionare, la mia idea è che sia una cosa troppo in anticipo sui tempi per il mercato italiano.

Mollo Noleggio sta pensando a una sorta di e-commerce in proprio per vendere il noleggio online?

Penso sia una questione generazionale; i miei figli che hanno vent’anni sono più abituati di me a lavorare solo sul digitale e comprare online. Piattaforma aerea mollo Noi oggi dobbiamo fare i conti con la clientela che abbiamo e con la sua età media; quindi al momento la risposta è no.

Quindi la visione tua e di tuo fratello è che sarà il ricambio generazionale a guidare lo sviluppo dell’online nel noleggio?

Non so entro quanto tempo ci potremmo arrivare. Sicuramente l’online nel noleggio sarà limitato solo ad alcune tipologie di macchine, penso a quelle su gomma. Rimane però sempre un problema aperto: l’assistenza tecnica su queste macchine in caso di guasto. “Sono bloccato a 10 metri, non so come fare, qualcuno mi faccia scendere!”. In casi come questo non credo basti dare all’utilizzatore della macchina il numero di cellulare di un dipendente del costruttore. Noi come filosofia aziendale non prevediamo questo modo di operare.

Mi pare che nella tua organizzazione, oltre agli aspetti del digitale, siano sempre più coinvolti in prima linea nuove figure responsabili. È così?

Le figure chiave in Mollo Noleggio negli ultimi anni sono molto cresciute e hanno acquisito molta autonomia gestionale.

Quindi, hai più tempo per dedicarti ad altro? Ad esempio, non è ora che ti faccia rivedere all’interno delle istituzioni per dare un contributo efficace nelle azioni che diano un nuovo assetto legislativo alla figura del noleggiatore? Sono tanti anni che manchi nelle occasioni pubbliche e so che questo è un tuo pallino…

Hai ragione, sono tanti anni che manco. Devo dire che ho dedicato il 110 per cento del mio tempo allo sviluppo dell’azienda. Spero di poter essere più presente in futuro.

Cosa rispondi a chi potrebbe dirti che è comodo starsene seduti, magari a criticare?

Io non critico nessuno, i miei collaboratori sono persino infastiditi quando faccio confronti con gli altri e quando dico sinceramente che alcuni in certi aspetti sono migliori di noi.

Scusa se insisto, ma un soggetto autorevole e carismatico, calato in un contesto pubblico, non aiuterebbe ad alzare il livello un po’ appiattito del dibattito? Non è anche questo il compito di un leader?

Il tempo a disposizione oggi è quello che è. Quando sei a capo di un’azienda come la nostra, in continuo sviluppo su nuovi territori presidiati da altri noleggiatori, può capitare di creare qualche attrito. È comprensibile, pensaci. Se recluto un buon commerciale di un competitor o un meccanico di un altro so benissimo di passare per un conquistatore, è inevitabile. Andare a predicare la cultura imprenditoriale ad altri noleggiatori a cui, anche mio malgrado (ho molti collaboratori che agiscono direttamente per queste cose), ho arrecato un danno mi sembra una contraddizione sul piano etico e morale.

Certo, ma nella logica che può scagliare la prima pietra solo chi è senza peccati, il noleggio in Italia avrà sempre meno voci autorevoli in campo, no?

Non è vero, in Italia ci sono molte voci autorevoli, che io ascolto con grande attenzione e rispetto.

C’è qualche altro tema che ti piacerebbe toccare e che non abbiamo toccato nella nostra lunga chiacchierata?

No, è stata una bella intervista, i temi che mi stanno a cuore direi che li abbiamo toccati tutti. Se il nostro mercato vuole crescere, i problemi sono già evidenti e devono essere affrontati e risolti. Forse è da rimarcare che siamo un mercato giovane. Loxam nasce nel ’56, noi abbiamo solo vent’anni. Su di noi i francesi hanno 45 anni di vantaggio, sono tanti. In soli vent’anni, in Italia sono nate molte importanti società di noleggio. Stiamo parlando di realtà imprenditoriali che, pur con pochi anni di storia, stanno dimostrando che l’imprenditoria italiana del noleggio c’è e ha fatto cose estremamente positive. Per andare avanti ora servono acquisizioni, consolidamento, aumento dei fatturati e meno aziende di piccole dimensioni. Non c’è alternativa, è la strada già percorsa in tutti i mercati europei.

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