Sollevamento, Sinoboom è qui per restare

Le piattaforme aeree di Sinoboom, gestite in Italia dall'Area Manager Daniele Lanzini
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La partecipazione al recente Bauma ha rappresentato un momento significativo per molti dei costruttori che vi hanno preso parte, fornendo l’occasione per misurare il proprio posizionamento sul mercato, confrontarsi con i competitor e raccogliere riscontri concreti da parte dei tanti clienti accorsi.

È stato sicuramente il caso di Sinoboom, che a Monaco ha confermato non solo la propria importante crescita in Europa, ma anche un consolidamento della propria immagine come produttore orientale con una strategia strutturata e di lungo periodo e una proposta tecnica fortemente apprezzata dal mercato per la sua qualità.

Alcuni giorni dopo la chiusura della fiera, abbiamo parlato di questi e altri temi con Daniele Lanzini, Area Manager di Sinoboom per l’Italia e i Balcani.

Con lui siamo partiti proprio da quanto emerso in fiera per poi approfondire alcuni dei temi di maggiore attualità per il settore del sollevamento, come l’impatto dei dazi imposti dalla Commissione Europea sulle importazioni dalla Cina e le scelte strategiche del gruppo, tra cui la recente acquisizione del marchio Holland Lift.

Sinoboom, grande successo per la nuova AB46RJ

Che Bauma è stato per Sinoboom?

Il Bauma ha rappresentato un’importante conferma del posizionamento di Sinoboom in Europa. Stiamo riscontrando un crescente interesse da parte dei clienti, anche di quelli che finora non hanno acquistato i nostri prodotti. Ormai c’è la consapevolezza che Sinoboom sta lavorando in modo diverso rispetto a tanti altri nuovi player, sia in termini di qualità del prodotto che di strategia e presenza sul territorio.

Daniele Lanzini, Area Manager di Sinoboom per l'Italia e i Balcani

Daniele Lanzini, Area Manager di Sinoboom per l’Italia e i Balcani

La novità principale che avete presentato in fiera è la semovente articolata AB46RJ. Che riscontri avete raccolto su questa nuova piattaforma?

L’AB46RJ ha suscitato grande interesse tra i visitatori presenti in fiera. È una macchina molto solida, semplice da gestire, con pochissima elettronica e un’interfaccia utente intuitiva. Non a caso, è stata molto apprezzata da officine e tecnici per la facilità di manutenzione, coadiuvata da un sistema di autodiagnosi che facilita gli interventi tecnici. Molte tarature possono essere effettuate direttamente dal tecnico senza necessità di strumenti particolari, semplicemente attraverso il controller di bordo.

I noleggiatori che hanno avuto modo di provarla sono rimasti molto colpiti dalla stabilità e dalla dolcezza di manovra, così come dalla possibilità di eseguire configurazioni personalizzate, ad esempio la riduzione della velocità di traslazione con il braccio aperto, per adattarla alle esigenze specifiche dell’utilizzatore.

Questa possibilità di personalizzazione è stata molto apprezzata, perché rende la macchina più versatile e semplice da gestire. Al Bauma, con nostra grande soddisfazione, abbiamo chiuso diverse vendite, anche con clienti italiani.

Il riconoscimento del valore del brand Sinoboom

Il Bauma è tornato a numeri pre-pandemia, con circa 600.000 visitatori. Che indicazioni ti ha dato sui trend del mercato?

Il trend più evidente è la massiccia presenza di produttori orientali. Mai come quest’anno si è percepita con chiarezza la loro intenzione di affermarsi nel mercato europeo. C’erano stand imponenti in ogni settore. Questo inevitabilmente cambierà il mercato, anche quello dell’usato.

Però, dal punto di vista dell’usato, è ancora diffuso un certo scetticismo sul valore residuo delle piattaforme di brand orientali. È un sentimento che riscontrate anche verso i vostri prodotti?

È vero, in passato questo scetticismo si sentiva molto, ma credo che il periodo di “assorbimento culturale” di questi nuovi marchi sia ormai concluso. Per i brand che sono riusciti a dimostrare la propria qualità sul campo, il pregiudizio ormai è sparito. Ciò che conta davvero, anche in termini di valore residuo, è la qualità della macchina, la scelta dei componenti e la sua affidabilità.

Credi che il valore del marchio Sinoboom sia stato riconosciuto?

Assolutamente sì. Oggi possiamo dire con certezza che la nostra affidabilità è pari – se non superiore – a quella di molti produttori storici. Questo è confermato anche da chi lavora ogni giorno con queste macchine: officine, tecnici, noleggiatori. Ed è questo che mantiene alto il valore residuo nel tempo.

La nuova piattaforma AB46RJ di Sinoboom

La nuova piattaforma AB46RJ di Sinoboom

L’impatto dei dazi sul mercato

Che impatto hanno avuto sul mercato i dazi, dal tuo punto di vista? Credi che l’intento di usarli per fare da “equilibratore” sia riuscito?

I dazi hanno avuto un impatto fortissimo. Molti costruttori, sia cinesi che occidentali, hanno iniziato a delocalizzare la produzione fuori dalla Cina; ma anche i produttori senza stabilimenti in Cina verranno colpiti, visto che le nuove tariffe includono anche l’importazione di componenti e materie prime che, comunque, vengono solitamente importati dalla Cina.

Quanto al secondo punto, non credo che l’intento sia stato particolarmente raggiunto. Alcune valutazioni fatte dalla Commissione, a mio avviso, sono state poco precise o condizionate da pregiudizi, e questo si riflette nelle percentuali applicate. Quindi oggi il mercato non è ancora del tutto trasparente.

Tra ordini importanti e nuove acquisizioni

Di recente avete concluso due ordini importanti in Italia, nonostante l’incertezza relativa ai dazi e la presunta contrazione del mercato. Come interpreti questo risultato?

Credo che ordini come questi, come altri che abbiamo ricevuto negli ultimi mesi, siano un segnale importante di lungimiranza e visione imprenditoriale. Chi compra ora, sa che c’è una discreta disponibilità di prodotto e conosce il costo del proprio investimento. Ma l’acquisto programmato permette a tutta la filiera una miglior gestione e spesso miglior ritorno economico. Gli ultimi anni ci hanno insegnato quanto può essere difficile programmare gli investimenti, visto che il mercato sta cambiando in modo rapido e inaspettato.

Per i noleggiatori acquistare anche in anticipo sui tempi può fare la differenza. Il rischio di acquistare solo quando c’è un bisogno urgente e immediato, magari in periodi in cui si concentra la domanda, può anche portare a blocchi operativi e ritardi significativi nelle consegne se qualcosa va storto nella supply chain.

Parliamo di Holland Lift. Avete acquisito un marchio che era stato praticamente dismesso. Cosa vi ha spinto a compiere questa operazione?

Sinoboom aveva già da tempo la volontà di ampliare la propria gamma, arrivando a produrre piattaforme verticali di grande altezza, come quelle da 18, 21 e 23 metri. La possibilità di acquisire Holland Lift è nata attraverso relazioni consolidate.

Quindi, abbiamo colto l’occasione al volo: Holland Lift è un marchio storico, riconosciuto per l’affidabilità, la robustezza e la qualità dei componenti montati. Il nostro obiettivo è unire l’eccellente tecnologia di Sinoboom con l’esperienza costruttiva di Holland Lift, sviluppando in Europa una gamma di piattaforme a pantografo di alta qualità.

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