Aggiornati i dazi sulle PLE prodotte in Cina, nuove misure contro le sovvenzioni statali

Piattaforme aeree cinesi che saranno oggetto dei dazi
dazi piattaforme aeree cinesi

Dopo aver effettuato ulteriori indagini, la Commissione Europea ha aggiornato in modo sostanziale il regime di dazi sulle piattaforme aeree importate dalla Cina.

Alle misure antidumping introdotte a gennaio, si affiancano ora i dazi anti-sovvenzione, introdotti per contrastare i vantaggi economici concessi dal governo cinese ai produttori locali in modo considerato scorretto dall’UE.

Oltre ai prodotti finiti, i nuovi dazi riguardano anche alcune tipologie di componenti preassemblati, e, come nel caso delle tariffe antidumping, sono coinvolte anche aziende occidentali con impianti produttivi in Cina.

I nuovi dazi sulle piattaforme aeree prodotte in Cina

L’aggiornamento dei dazi è il risultato di due indagini parallele condotte dalla Commissione Europea: il procedimento antidumping avviato nel gennaio 2024 e un’indagine anti-sovvenzione avviata a marzo, entrambe scaturite dalla denuncia della Coalition to Restore a Level Playing Field, un consorzio di aziende con sede nell’UE.

L’azione congiunta mira a contrastare pratiche commerciali ritenute sleali legate sia alla vendita sottocosto (dumping) che al supporto economico ingiustificato da parte dello Stato cinese.

Delle Alcune Piattaforme aeree cinesi che saranno oggetto dei dazi

Come nella delibera precedente, i dazi riguardano le piattaforme aeree semoventi con altezza operativa pari o superiore ai 6 metri, incluse piattaforme articolate, telescopiche, a pantografo e a colonna verticale.

Con questo nuovo aggiornamento sono inoltre coinvolte le componenti preassemblate o pronte per il montaggio, come telai, torrette, piattaforme e meccanismi di sollevamento, mentre restano escluse le piattaforme autocarrate e i componenti venduti singolarmente.

Le motivazioni della nuova indagine

Per giustificare queste nuove tariffe, la Commissione ha messo in luce come il contesto economico cinese sia strutturalmente diverso rispetto alle economie occidentali. In particolare, il report osserva che: “Le imprese in Cina operano in un contesto specifico che, a differenza delle economie occidentali, dove le forze di mercato rappresentano il principio organizzativo dominante, presenta numerosi meccanismi che conferiscono al Governo cinese un grado sostanziale di controllo su ogni aspetto dell’attività economica nel Paese”.

“Questo controllo pervasivo – prosegue la Commissione impedisce agli operatori economici di agire come soggetti di mercato razionali orientati alla massimizzazione del profitto, costringendoli di fatto a fungere da strumento del governo per l’attuazione delle sue politiche e dei suoi piani”.

Un elemento centrale dell’indagine ha riguardato il ruolo del sistema bancario. Secondo la Commissione, infatti, “il sistema finanziario cinese è ancora dominato dal settore bancario, e lo Stato esercita il controllo su di esso attraverso la proprietà diretta, oltre che tramite legami personali”.

L’indagine avrebbe dunque rilevato che diversi produttori attivi in Cina hanno beneficiato di condizioni di finanziamento preferenziali, sotto forma di linee di credito, bond a tasso agevolato e altri strumenti. Secondo la Commissione, tali agevolazioni non sarebbero state accessibili in assenza dell’intervento statale, e pertanto sono state classificate come sovvenzioni controbilanciabili.

Dazi sulle piattaforme aeree, la contestazione delle istituzioni cinesi

Per evitare il cosiddetto double counting – ovvero l’applicazione cumulativa di dazi sulle stesse distorsioni di prezzo – la Commissione ha introdotto due margini separati: uno legato al dumping e uno alle sovvenzioni statali. Tuttavia, per i produttori in cui entrambe le pratiche sono state riscontrate, l’importo delle sovvenzioni è stato sottratto dal margine di dumping, in modo da non penalizzare due volte gli stessi benefici economici.

Tale approccio, però, è stato contestato dalla China Chamber of Commerce for Import and Export of Machinery and Electronic Products (CCCME), secondo cui alcune sovvenzioni erano già state considerate indirettamente nel calcolo del dumping. Detraendole nuovamente, secondo la CCCME, si finirebbe comunque per penalizzare due volte gli esportatori (doppio conteggio inverso).

Inoltre, l’associazione ha sostenuto che le aziende non campionate sono state svantaggiate da margini di dumping troppo elevati, calcolati sulla base di casi ritenuti non rappresentativi.

Di segno opposto la posizione dell’industria europea, che ha criticato la riduzione delle tariffe antidumping: secondo i produttori UE, infatti, molte forme di sovvenzione – come contributi a fondo perduto, agevolazioni fiscali o elettricità a prezzi scontati – non erano state incluse nei calcoli originari del dumping. Di conseguenza, la sottrazione generalizzata dell’importo delle sovvenzioni avrebbe ridotto in modo improprio i dazi finali.

La Commissione ha riconosciuto che, in base alla normativa vigente, è legittimo combinare dazi antidumping e antisovvenzione, a condizione che siano soddisfatti determinati requisiti. Tuttavia, ha anche chiarito che le nuove prove presentate non potevano essere verificate in tempo utile per questa decisione, ma che la questione potrebbe essere riesaminata in futuro.

Dazi sulle piattaforme aeree prodotte in Cina, le nuove tariffe

Di seguito sono riportate le aliquote definitive dei dazi antisovvenzione e antidumping applicate ai diversi produttori di piattaforme aeree con sede produttiva in Cina, secondo quanto stabilito dalla Commissione Europea.

Azienda Dazio antisovvenzione Dazio antidumping
Hunan Sinoboom Intelligent Equipment 7,3% 42%
Zoomlion Intelligent Access Machinery 11,6% 30,1%
Zhejiang Dingli Machinery 14,2% 6,4%
Oshkosh JLG (Tianjin) Equipment Technology 0% 22,5%
Terex (Changzhou) Machinery 12,1% 22,9%
Altre aziende cooperative (Gruppo I) 12,1% 30,1%
Aziende cooperative solo nell’indagine anti-dumping (Gruppo II) 14,2% 30,1%
Aziende cooperative solo nell’indagine anti-sovvenzione (Gruppo III) 12,1% 54,6%
Altre aziende non cooperative 14,2% 52,5%

 

Le aziende cooperative indicate nei diversi raggruppamenti sono:

  • Gruppo I – Aziende pienamente cooperative: Liugong, Terex, XCMG, Haulotte, Fronteq, Lingong Heavy Machinery, Hangcha Group, Shandong Chufeng, Mantall, Jinan Juxin, Shandong Yuntian.
  • Gruppo II – Cooperative solo nell’indagine anti-dumping: Reeslift, Shandong Qiyun Group, Sunward.
  • Gruppo III – Cooperative solo nell’indagine anti-sovvenzione: Zhejiang Noblelift Equipment Joint Stock

Qualche considerazione finale

La nostra considerazione conclusiva riguarda i dazi come elemento equilibratore del mercato e generatore di sistemi di prezzo omogenei (almeno questi erano gli intenti).

A distanza di alcuni mesi dall’entrata in vigore delle misure antidumping, possiamo dire che questo effetto si è visto solo in misura molto limitata. Infatti, le notevoli dimensioni degli stock precostituite prima dell’entrata in vigore delle misure, unite alla contrazione di mercato dei primi mesi di quest’anno, hanno portato costruttori e distributori a mettere in circolazione un quantitativo notevole di macchine “in promozione” nel mercato europeo (incluso quello italiano).

Questa pratica non riguarda solamente i produttori cinesi, ma anche i costruttori “occidentali” che hanno precedentemente accusato gli asiatici di agire con questo modus operandi, salvo vedersi loro stessi sanzionati e di conseguenza trovare giustificazioni (ognuno per le sue “promozioni”, ovviamente solo per le sue).

Alla luce di questo, possiamo dire che l’antico adagio “chi è senza peccato scagli la prima pietra” è sempre di gran moda.

Questa pressione sulle vendite proseguirà per questioni legate alla domanda in calo e ai prezzi in aumento. Entreranno in gioco quindi nuove argomentazioni o torneranno in auge temi già a lungo dibattuti. alcuni di questi stanno già creando qualche preoccupante fibrillazione, ad esempio lo sbarco in quota da una PLE che, come noto, non è previsto dalla norma costruttiva.

Qualche costruttore spregiudicato (cinesi e non) sempre in cerca di argomentazioni commerciali per mantenere alto il livello dei numeri, si sta aggiungendo ai soliti noti nel diffondere informazioni ambigue e borderline che aprono scenari possibilisti, quanto inquietanti.

Visibilità sul portale

Scopri i servizi che mettiamo a disposizione per far conoscere la tua azienda al nostro pubblico

banner visibilità

Scarica il mediakit per una panoramica completa su Rental Blog e sulle nostre soluzioni di visibilità

grafica media kit 2026
Newsletter - RentalBlog

Iscriviti Qui alla Nostra Newsletter

Ricevi tutti i nostri aggiornamenti esclusivi sul mondo del noleggio

ARTICOLI CORRELATI

Rimaniamo in contatto!

Iscriviti alla newsletter per non perdere i nostri aggiornamenti.

Marketing a cura di