Noleggio di piattaforme aeree, come sta andando il mercato italiano

Il mercato italiano del noleggio di piattaforme aeree è in crescita
mercato del noleggio di piattaforme aeree italiano

Il mercato del noleggio di piattaforme aeree in Italia ha chiuso il 2024 con risultati positivi su quasi tutti i fronti, registrando una solida crescita del fatturato, un ampliamento del parco mezzi, un incremento dei tassi di utilizzo e una generale stabilità nei principali indicatori di performance.

Con un aumento dell’8% del valore complessivo del noleggio e un ricavo medio per unità che ha superato i 10.000 euro, il settore ha dimostrato una notevole capacità di resilienza in un quadro economico non privo di incertezze.

Tuttavia, dietro a questa performance robusta si intravedono già segnali di rallentamento: per il 2025 si prevede un calo della crescita, legato al graduale esaurimento degli incentivi pubblici e a un settore edile che mostra le prime avvisaglie di contrazione.

Sono i dati che emergono dall’IPAF MEWP Rental Market Report 2025, recentemente pubblicato dall’associazione e acquistabile su ipaf.org/reports (alcune categorie di soci possono richiederlo gratuitamente). Il report fornisce analisi dettagliate per aree geografiche e singoli Paesi, con approfondimenti su utilizzo delle macchine, investimenti, tariffe e composizione delle flotte, ed è considerato uno strumento di riferimento per la pianificazione strategica nel settore.

In questo articolo ci concentreremo sullo scenario italiano, analizzando i principali dati e trend emersi nel corso del 2024.

Noleggio di piattaforme aeree, l’andamento del mercato italiano e le dimensioni della flotta

Il 2024 ha rappresentato un anno di consolidamento per il comparto del noleggio PLE in Italia. Il mercato ha registrato un incremento del fatturato di 25 milioni di euro rispetto al 2023, con una crescita complessiva dell’8%. Questo risultato è stato ottenuto grazie a tre fattori chiave: un buon tasso di utilizzo della flotta, l’espansione costante del parco macchine e un moderato incremento dei tassi di noleggio.

Alla fine dell’anno, la flotta italiana ha superato le 35.000 unità, con circa 1.200 nuove macchine immesse (+4%). Questo ampliamento è stato in gran parte trainato dalla domanda legata alla ristrutturazione delle infrastrutture pubbliche, sostenuta dagli incentivi post-pandemia.

evoluzione noleggio piattaforme aeree

Tuttavia, il 2025 potrebbe segnare un punto di svolta: con la graduale eliminazione dei sostegni pubblici, è previsto un netto rallentamento degli investimenti e una crescita del mercato contenuta al 2%.

Anche il subnoleggio è rimasto su livelli stabili, a conferma di una domanda solida e costante sia nel settore edile che negli altri settori di riferimento per il mercato. Tuttavia, il contesto sta cambiando: molte aziende stanno abbandonando strategie di espansione per adottare un approccio più selettivo, concentrando gli investimenti sul rinnovo del parco macchine esistente anziché sul suo ampliamento.

Tassi di utilizzo e redditività

L’analisi della composizione della flotta mostra un mercato diversificato e in trasformazione. Tutte le categorie di PLE hanno registrato una crescita, ma è la categoria che include i sollevatori a colonna verticale a distinguersi maggiormente con un +15%. Anche le piattaforme autocarrate e i ragni stanno guadagnando terreno grazie alla loro versatilità nei cantieri urbani e nei lavori pubblici.

Le piattaforme semoventi continuano a rappresentare una parte significativa della flotta (oltre 12.400 unità), con i modelli a braccio telescopico che hanno fatto registrare una crescita più rapida rispetto ai modelli a braccio articolato, con un rapporto che si attesta attualmente intorno al 70%-30%.

Dal punto di vista economico, il settore mostra una buona redditività. Il ricavo medio per unità ha superato i 10.000 euro, in aumento del 4% su base annua. Anche i tassi di utilizzo sono saliti, raggiungendo in media il 68%, sostenuti soprattutto dal maggiore impiego delle piattaforme a pantografo nei lavori di manutenzione. Il periodo medio di payback è rimasto stabile, con le macchine elettriche che si confermano più rapide nel recupero dell’investimento grazie a maggiore impiego e maggiore attrattività normativa.

Un altro indicatore chiave è il periodo medio di permanenza in flotta, che nel 2024 si è ridotto a otto anni e tre mesi, segnale di un parco mezzi più giovane, frutto degli investimenti intensi degli anni precedenti.

Elettrificazione della flotta e andamento dei canoni

Uno dei temi centrali dell’anno è stato il lento ma continuo processo di elettrificazione della flotta. L’Italia, come altri mercati europei, sta investendo nell’espansione delle macchine elettriche per rispondere alle normative ambientali e alla crescente domanda di soluzioni sostenibili. Tuttavia, il mix energetico è rimasto pressoché invariato rispetto al 2023, soprattutto per via delle difficoltà tecniche nel sostituire le macchine di grande formato.

Una delle piattaforme autocarrate Steiger distribuite da Ruthmann Italia

Un noleggiatore intervistato dagli autori del report ha spiegato che, se le macchine elettriche di grandi dimensioni garantissero prestazioni più elevate, la quota di elettrico nella flotta sarebbe certamente maggiore. Tuttavia, ha sottolineato che, a suo avviso, il mercato non offre ancora un numero sufficiente di modelli elettrici performanti oltre i 30 metri.

Per quanto riguarda le tariffe, il 2024 ha registrato un incremento medio del 2%, in linea con la stabilizzazione dei prezzi di acquisto. A questo proposito, un altro noleggiatore interpellato ha evidenziato che, dopo gli aumenti significativi osservati nel biennio 2021-2022, le aziende devono ora trovare un equilibrio con tariffe di noleggio che siano sufficientemente remunerative ma non così elevate da scoraggiare la domanda.

Noleggio di piattaforme aeree, le prospettive per il mercato italiano

In un quadro europeo piuttosto complesso, l’Italia ha mostrato quindi una certa resilienza. Secondo i dati Unacea, le vendite di macchinari da costruzione sono calate dell’11% nel 2024, ma il confronto con i Paesi del Nord Europa (dove il calo ha raggiunto il 46%) sottolinea la relativa tenuta del mercato italiano.

Le prospettive per il mercato del noleggio sono ancora più incoraggianti. Secondo le previsioni presentate da ERA e KPMG, il 2025 vedrà una crescita tra il 4,5% e il 6,5% nei mercati del Sud Europa, superando il 7% nel 2026. Un ruolo determinante sarà svolto dai fondi europei Next Generation EU, che mobiliteranno circa 800 miliardi di euro fino al 2026, contribuendo in alcuni Paesi a più del 10% del PIL.

Parallelamente, l’Italia ha consolidatoo la propria posizione di centro produttivo altamente strategico per il settore. Nel corso degli ultimi mesi infatti, agli stabilimenti dei tanti produttori nostrani si sono aggiunti quelli di grandi produttori internazionali come Genie e JLG, che hanno scelto di puntare sul nostro Paese come hub produttivo per il mercato europeo in una logica di filiera corta, una necessità resa impellente anche dai dazi imposti sull’importazione delle piattaforme prodotte in Cina.

Il 2024 ha confermato dunque la vitalità del mercato del noleggio di piattaforme aeree in Italia, ma ha anche evidenziato i primi segnali di un cambiamento di fase. Le imprese si trovano ora a dover affrontare sfide legate alla sostenibilità degli investimenti, alla gestione del ciclo di vita delle macchine, all’evoluzione tecnologica e alla pressione sui margini, in un contesto in cui innovazione, flessibilità e capacità di interpretare al meglio le evoluzioni del mercato faranno la differenza.

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