Previsioni ERA: il noleggio italiano resta tra i più dinamici d’Europa, ma il ritmo rallenta

Le previsioni per il mercato del noleggio in Italia nel 2026 e nel 2027
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Le nuove previsioni elaborate da ERA insieme a KPMG e presentate durante la convention annuale a Maastricht fotografano un mercato europeo del noleggio in crescita debole.

Il comparto dovrebbe raggiungere i 34 miliardi di euro entro il 2027, con un tasso di crescita annuo composto fermo al +1,7% nel triennio. È una media modesta, che racconta un settore in espansione ma a fatica, condizionato da un contesto economico che ha smesso di offrire certezze.

Dentro questa media, però, si nasconde un’Europa che procede a velocità maggiori. E l’Italia, ancora una volta, si colloca nella fascia alta della classifica, tra i mercati più dinamici del continente. Il dato va comunque maneggiato con attenzione, perché la posizione di testa convive con un rallentamento del ritmo rispetto alle stime precedenti. Una conferma, ai nostri occhi, che il ciclo non sta crollando ma sta cambiando natura.

Mercato del noleggio, un’Europa ancora a due velocità

Il quadro generale è quello di una crescita complessiva contenuta, trascinata verso il basso soprattutto dalla debolezza dell’Europa occidentale. Le grandi economie continentali, da sole, basterebbero a spiegare perché la media europea resti così bassa.

Le acquisizioni del 2025 hanno cambiato il volto del mercato del noleggioIl Sud Europa si conferma l’area più vivace, con un tasso di crescita annuo composto del +5,1% nell’arco del triennio. Seguono i Paesi nordici, attesi a +3,2%, e l’Europa orientale, con un più contenuto +2,1%. Il contrasto con l’Europa occidentale è netto: Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera e Austria insieme si fermano a un +0,8%, mentre Regno Unito e Irlanda crescono complessivamente di appena lo 0,6%.

I singoli casi nazionali rendono il quadro ancora più chiaro. La Francia è data addirittura in contrazione, con una flessione attesa quest’anno e una crescita nulla nel 2027. La Germania si muove attorno al +2% in entrambi gli anni, mentre Belgio, Svizzera e Austria non dovrebbero superare il +1%. All’estremo opposto, il Portogallo si conferma il mercato stella d’Europa, con una crescita prevista del +7,5% sia nel 2026 sia nel 2027.

Questa geografia dice una cosa precisa: il noleggio cresce dove la penetrazione del servizio ha ancora margini di espansione, e non dove l’edilizia è strutturalmente più solida. È una distinzione che vale la pena tenere a mente, perché ribalta un’intuizione diffusa nel settore.

L’Italia nella fascia alta, ma con il piede meno sull’acceleratore

Per l’Italia, le proiezioni indicano una crescita attesa superiore al +4% sia nel 2026 sia nel 2027. Sono numeri che collocano il nostro Paese stabilmente tra i mercati più performanti d’Europa, in compagnia di Spagna e Portogallo.

C’è però un elemento che merita di essere menzionato. Le stime precedenti, presentate dagli stessi analisti pochi mesi fa, indicavano per l’Italia un possibile salto oltre il +7% nel 2026. Il ridimensionamento è quindi consistente, e racconta di un’aspettativa che è stata rivista verso il basso man mano che il quadro economico si chiariva. Resta una crescita di tutto rispetto, ma il ritmo non è più quello che si immaginava fino a poco tempo fa.

Una delle piattaforme aeree JCB in mostra al GIS 2025

Le ragioni per cui l’Italia resta comunque in testa sono note e le abbiamo già analizzate su queste pagine. La penetrazione del noleggio nel nostro mercato è ancora in crescita, nuove fasce di clientela si stanno avvicinando al servizio per la prima volta, e la spinta infrastrutturale residua continua a tenere aperti molti cantieri. Tutti fattori che sostengono la domanda anche in una fase in cui l’edilizia tradizionale arranca.

Anche il ridimensionamento delle stime conferma la lettura che proponiamo da tempo. La fine del ciclo straordinario alimentato dagli incentivi non porta con sé un crollo, ma una normalizzazione su ritmi più sostenibili e, soprattutto, più selettivi. La crescita continua, ma comincia a premiare e penalizzare in modo molto più marcato rispetto agli anni passati.

Mercato del noleggio, il motore della crescita non è più l’edilizia

Uno degli aspetti più interessanti che emergono da queste previsioni riguarda il rapporto tra noleggio e costruzioni. Il dato è significativo: il noleggio europeo sta crescendo più rapidamente del proprio driver storico, cioè proprio il settore delle costruzioni.

L’edilizia europea attraversa da tempo una fase di debolezza. Ci sono stati alcuni timidi segnali di ripresa negli ultimi mesi, ma nel complesso il comparto soffre da diversi anni in molti Paesi del continente. Eppure il noleggio tiene, e in diversi mercati cresce a ritmi sostenuti. Questa apparente contraddizione ha una spiegazione precisa.

Il vero motore della crescita è diventato l’aumento del tasso di penetrazione, accompagnato dall’espansione del noleggio verso segmenti che con l’edilizia hanno poco a che fare. Energia, eventi, manifatturiero: sono questi i settori che stanno alimentando la domanda nei mercati che performano meglio. Il noleggiatore non cresce più perché si costruisce di più, ma perché il noleggio entra in ambiti di attività in cui prima era marginale o assente.

Per il noleggiatore italiano questa è una delle indicazioni più concrete che si possano trarre dall’intera analisi. La dipendenza dal ciclo delle costruzioni resta il principale fattore di rischio del settore, e la diversificazione verso nuovi segmenti rappresenta una delle poche leve di crescita realmente solide in un orizzonte di medio periodo.

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