Noleggio, le previsioni di mercato per il 2026 mettono l’Italia in prima fila

Le ultime previsioni sul mercato del noleggio europeo, presentate in occasione della convention annuale di European Rental Association (ERA), evidenziano un quadro in evoluzione, caratterizzato da ritmi di crescita differenti tra i vari Paesi.
Mentre alcune economie dell’Europa centrale e settentrionale mostrano segnali di rallentamento o cauta ripresa, i mercati dell’Europa meridionale, Italia inclusa, si distinguono per una maggiore vitalità e dinamismo, alimentati da contesti favorevoli e politiche di investimento più incisive.
L’analisi, curata da KPMG per conto di ERA, restituisce così l’immagine di un continente diviso tra aree ancora in attesa di una vera ripartenza e regioni che sembrano aver già imboccato una traiettoria di espansione più solida, trainata da fattori macroeconomici, infrastrutturali e da un maggiore utilizzo dei fondi europei.
Mercato del noleggio, cosa traina la crescita in Italia
In Italia, la crescita del mercato del noleggio – stimata per quest’anno tra il 4,5% e il 6,5%, con un ulteriore balzo previsto oltre il 7% nel 2026 – è sostenuta da una combinazione di fattori macroeconomici e settoriali che stanno creando un terreno particolarmente favorevole per il comparto.
Secondo l’analisi di KPMG, uno dei principali driver sarà la progressiva riduzione dei tassi d’interesse attesa nel corso del 2025: una dinamica che dovrebbe tradursi in un rafforzamento degli investimenti a livello nazionale, anche se gli effetti più visibili si manifesteranno nella seconda metà del prossimo anno e in modo più deciso nel 2026.
A contribuire in modo decisivo alla spinta del settore sarà anche il piano europeo di finanziamento Next Generation EU, avviato nel 2021 e in scadenza nel 2026, che prevede uno stanziamento complessivo di circa 800 miliardi di euro. Per l’Italia, in particolare, i fondi NGEU ammontano a circa 191,5 miliardi di euro, una cifra che corrisponde a circa il 10 % del PIL, con ricadute attese su infrastrutture, edilizia pubblica, rigenerazione urbana e transizione energetica. Tutti ambiti che incidono direttamente sulla domanda di attrezzature e macchinari a noleggio, soprattutto nei cantieri pubblici e nelle opere complesse.
Dal punto di vista settoriale, le prospettive restano più deboli per il mercato residenziale, che anche in Italia – come nel resto d’Europa – continuerà a soffrire nei prossimi due anni, tra alti costi di costruzione, calo delle compravendite e incertezza normativa. A fare da contrappeso, come detto, sarà però il settore infrastrutturale. Un canale di crescita sempre più strategico per il noleggio, in cui la richiesta di soluzioni flessibili, sicure e tecnologicamente avanzate continua ad aumentare.
Crescono anche Spagna e Portogallo
Oltre all’Italia, anche Spagna e Portogallo si collocano tra i mercati europei più dinamici nel settore del noleggio, sostenuti da una domanda interna in crescita e da piani di investimento pubblico particolarmente ambiziosi.
Le previsioni per il 2024 indicano tassi di espansione compresi tra il 4,5% e il 6,5%, con un ulteriore rafforzamento atteso nel 2026. In questo scenario, il Portogallo si distingue come capofila, con un incremento stimato dell’8,7% nel prossimo anno, grazie a una combinazione di incentivi statali, fondi europei e progetti infrastrutturali in corso.
Questi Paesi beneficiano, inoltre, della maggiore agilità con cui stanno impiegando i fondi europei, riuscendo a tradurre i finanziamenti in cantieri attivi e rinnovamento del patrimonio infrastrutturale e urbano. Tale contesto favorisce anche una maggiore penetrazione del noleggio come soluzione operativa flessibile ed efficiente, soprattutto in ambito edilizio e manutentivo.
Il mercato del noleggio rallenta nel resto d’Europa
Diversa è la situazione in mercati come Polonia e Paesi Bassi, che rappresentano un’area di stabilità intermedia. Qui, le previsioni per il 2024 indicano una crescita intorno al 3,5%, con una leggera accelerazione nel 2026, rispettivamente al 4% per la Polonia e al 3,7% per i Paesi Bassi. Sebbene meno dinamici rispetto al Sud Europa, questi mercati mantengono una traiettoria positiva, supportata da una base industriale solida e da una crescente domanda di soluzioni di noleggio in ambito urbano e logistico.
Nei principali mercati dell’Europa occidentale, la ripresa appare più lenta e graduale. In Germania, la crescita del comparto noleggio nel 2025 sarà limitata all’1%, con un moderato recupero previsto per il 2026, attorno al 2,4%. Anche la Francia mostra una dinamica simile: si prevede una crescita dello 0,5% quest’anno, in attesa di un’accelerazione fino al 2,5% nel 2026. Il Regno Unito, pur partendo da una base più stabile, vedrà un’espansione dell’1,5% nel 2024, seguita da un miglioramento più marcato al 3% nel 2026. Questi mercati, pur storicamente solidi, risentono attualmente di una maggiore esposizione alle incertezze macroeconomiche e di un rallentamento degli investimenti nel settore costruzioni.
Uno scenario più frammentato caratterizza i Paesi del Nord Europa. Danimarca continua a distinguersi per la sua resilienza, con una crescita prevista del 4% nel 2024 e del 4,7% nel 2026, a testimonianza di un mercato ben strutturato e reattivo. In Finlandia, la ripresa sembra più incisiva: le stime parlano di un robusto +4% già quest’anno, in linea con un ulteriore incremento al 4,2% nel 2026. Al contrario, Svezia e Norvegia, reduci da una significativa contrazione nel 2024, vedranno nel 2025 una stabilizzazione o una crescita molto contenuta, con un rimbalzo più visibile nel 2026: +3,2% per la Svezia, +3,7% per la Norvegia.
Uno sguardo d’insieme
Nel complesso, il 2025 si configura come un anno interlocutorio per l’intera Europa, caratterizzato da una crescita del PIL inferiore all’1% nell’Eurozona e da un clima economico incerto, segnato da instabilità geopolitica, tassi d’interesse in fase di riduzione ma ancora alti, e da una ripresa disomogenea tra settori e territori.
Tuttavia, proprio in questo contesto, l’Italia e il Sud Europa mostrano segnali di resilienza e vitalità, grazie alla convergenza tra investimenti pubblici straordinari, progetti infrastrutturali strategici e domanda crescente di flessibilità operativa, che pongono il noleggio al centro della trasformazione del comparto costruzioni europeo.
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