Diversificazione dell’offerta, quali sono i settori più promettenti?

In un recente articolo abbiamo analizzato l’importanza strategica che la diversificazione dell’offerta ricopre nei piani di sviluppo delle aziende di noleggio.
Come già discusso in quella sede, il tema della diversificazione, complementare a quello della specializzazione, sta guadagnando sempre più rilevanza per il settore, poiché rappresenta un driver di crescita fondamentale per intercettare nuove opportunità di business e ridurre la storica dipendenza del mercato dalle oscillazioni del settore delle costruzioni.
A maggior ragione in un mercato affollato come quello italiano, dove le aziende di noleggio di beni strumentali si stimano nell’ordine delle migliaia e ricercare nuove fonti di redditività significa anche potersi svincolare (almeno in parte) dalla competizione sfrenata con i concorrenti, che spesso e volentieri si traduce in una guerra sul prezzo che erode la qualità del servizio e riduce i possibili margini di guadagno.
Noleggio e diversificazione, i big sono in prima linea
Un esempio emblematico di quanto detto finora è fornito da United Rentals, azienda di noleggio numero uno al mondo per fatturato, che proprio allo scopo di intercettare una nuova domanda ha istituito una divisione interna interamente dedicata al noleggio specialistico.
Un dipartimento che, tra le altre cose, include oggi la fornitura di soluzioni di energia e climatizzazione, gestione dei fluidi, gestione della sicurezza negli scavi, container di stoccaggio, uffici mobili, paratie industriali, sistemi di isolamento per tubazioni e attrezzature per il trattamento delle superfici.
Nel corso del 2023, la divisione specialistica di United Rentals ha prodotto un fatturato di 3,2 miliardi di dollari, pari al 25% dei ricavi complessivi, permettendo all’azienda di consolidare la propria posizione di leadership investendo in modo lungimirante su settori tradizionalmente meno toccati dall’offerta di noleggio.
Seppur in diversa misura, strategie di questo tipo sono state adottate sostanzialmente da tutti i big del mercato, sia in Italia che all’estero.
Lo stesso Gruppo Tesya, durante il lancio di Alayan, nuova brand identity di CGTE, ha sottolineato come la diversificazione dell’offerta sia uno degli obiettivi primari della nuova concezione di noleggio che il gruppo intende proporre al mercato.
Un dettaglio particolarmente rilevante in un momento storico in cui i fondi del PNRR e del piano Next Generation EU promettono di offrire nuove interessanti opportunità per il noleggio in Italia e negli altri mercati di riferimento del gruppo.
Ma quali sono, nello specifico, i settori più promettenti per le aziende di noleggio italiane che intendono perseguire questa strada?
I settori più promettenti per il noleggio italiano
Guardando ai settori maggiormente sostenuti dai finanziamenti del PNRR, un primo esempio è rappresentato dal settore energetico: l’energia rinnovabile rappresenta infatti una delle principali aree di investimento del piano, con 23,78 miliardi di euro destinati a promuovere fonti energetiche sostenibili.
Le aziende di noleggio potrebbero quindi diventare un interlocutore privilegiato per la fornitura delle attrezzature necessarie per l’installazione e la manutenzione di impianti solari, eolici e a biomassa, rispondendo alla crescente domanda di soluzioni energetiche pulite.
Un altro settore particolarmente coinvolto dai piani di potenziamento e modernizzazione delle infrastrutture è il ferroviario. Le imprese di noleggio possono offrire macchinari per la costruzione e la manutenzione delle linee ferroviarie, supportando l’espansione della rete e l’incremento dell’efficienza del trasporto su rotaia.
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L’agricoltura sostenibile è un’altra area con significative opportunità. Il PNRR prevede investimenti per promuovere pratiche agricole ecocompatibili e l’economia circolare. Le imprese di noleggio possono offrire macchinari per l’agricoltura di precisione, sistemi di irrigazione efficienti e attrezzature per la gestione sostenibile dei rifiuti agricoli, supportando gli agricoltori nella transizione verso modelli produttivi più sostenibili.
Per concludere, anche il settore portuale rappresenta un ambito dal buon potenziale. Le discussioni sulla possibile privatizzazione dei porti italiani aprono la possibilità a futuri investimenti per la modernizzazione e il potenziamento delle infrastrutture portuali, in modo da renderle più competitive a livello internazionale. Questo scenario potrebbe tradursi in una maggiore domanda di attrezzature specializzate, offrendo alle aziende di noleggio l’opportunità di fornire macchinari all’avanguardia per supportare l’efficienza operativa e la crescita del settore.
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