TVH inaugura Plant T e amplia il proprio stabilimento con un investimento da 85 milioni

A giugno 2026, TVH ha inaugurato Plant T, il nuovo stabilimento logistico costruito accanto agli impianti esistenti di Waregem, in Belgio. Con i suoi 18.000 metri quadrati di superficie e 54.000 metri quadrati di spazi logistici distribuiti su quattro piani, l’edificio porta la superficie complessiva degli stabilimenti belgi del gruppo a 215.000 metri quadrati.
L’investimento complessivo ammonta a 85 milioni di euro, una cifra che Patrick Lecluyse, Executive Chairman of the Board of Directors di TVH, inquadra in una prospettiva precisa: “È la prova evidente che stiamo investendo nella crescita futura e che, pur essendo un’azienda internazionale, restiamo saldamente radicati nel territorio”.
Plant T non è un ampliamento della capacità di stoccaggio esistente, ma il nodo centrale di un processo logistico ripensato nella sua struttura. Come sintetizza Tom Verbeke, Director Goods In di TVH: “Per dirla senza giri di parole, questo edificio ci aiuterà a gestire meglio i nostri ricambi, consentendo ai clienti di riceverli ancora più rapidamente”.
TVH, con Plant T un nuovo centro di smistamento per le merci in entrata
La funzione principale di Plant T è quella di hub di ricezione e smistamento per tutte le merci in arrivo, che vengono ordinate per priorità prima di essere indirizzate verso le fasi successive del processo logistico.

Questa capacità di differenziazione immediata dei flussi in entrata risponde a una variabilità dei volumi che sarebbe difficile gestire senza un’infrastruttura dedicata. “Oggi potremmo ricevere 150.000 articoli; domani, circa 400.000. Devi essere in grado di gestire queste differenze”, osserva Verbeke. “Plant T sarà fondamentale per attenuare tali differenze di portata”. La parte adibita a magazzino ospita attualmente un deposito temporaneo con scaffalature alte 10 metri, ma è progettata per accogliere in futuro un sistema di stoccaggio tampone completamente automatizzato.
L’impatto sull’intera catena logistica è confermato da Tanja Dysli, COO di TVH: “È facile considerare Plant T solo un altro magazzino di stoccaggio, ma non è affatto così: si tratta di un anello fondamentale nella nostra catena logistica di magazzino, che ci permette di ridurre i tempi di lavorazione e, di conseguenza, di offrire tempi di consegna migliori ai clienti e alle nostre altre filiali nel mondo”.
Specializzazione, qualità e infrastruttura
Oltre a razionalizzare i flussi fisici, Plant T introduce un cambiamento nel modo in cui le persone lavorano all’interno del processo logistico. La struttura è organizzata infatti in modo da consentire agli operatori di specializzarsi per categoria di prodotto, superando il modello del magazziniere generico.
Verbeke illustra il principio: “I pistoni del motore saranno inviati a uno specialista che si occupa anche di guarnizioni e valvole. Questo permette ai nostri collaboratori di specializzarsi in settori specifici, come l’elettronica, l’idraulica e i sistemi frenanti. I controlli di qualità e l’arricchimento dei dati miglioreranno. Creiamo sinergie tra i vari dipartimenti, rafforzando ulteriormente le nostre competenze tecniche, in modo tale da poter assistere e consigliare ancora meglio i nostri clienti“.
Sul piano infrastrutturale, l’edificio è composto da quattro piani operativi e tre blocchi di magazzini a scaffali alti, ciascuno con funzionalità distinte. Il piano terra è dedicato alla ricezione, allo smistamento e allo stoccaggio temporaneo delle merci in arrivo, mentre il secondo piano ospita il reparto Qualità e una serie di uffici pensati per i team che si trasferiranno nel nuovo edificio.
La movimentazione interna delle merci si basa su nastri trasportatori, elevatori, robot e AMR, i robot mobili autonomi. “Tutti i ricambi possono essere facilmente smistati, stoccati temporaneamente e spostati all’interno dello stabilimento fino alla postazione di lavoro corretta”, spiega Dysli. “Utilizziamo i robot mobili autonomi perché questa tecnologia è estremamente flessibile e scalabile, consentendoci di consegnare le merci giuste a ciascuna postazione di lavoro con precisione e secondo la corretta priorità”.
Sostenibilità e innovazione architettonica
Un elemento architettonico di rilievo è il ponte di collegamento da 600 tonnellate che unisce Plant T al magazzino Goods Out situato dall’altra parte della strada, consentendo ai prodotti di raggiungere l’uscita merci senza uscire dall’edificio. La struttura dispone inoltre di 17 banchine di carico e di 2.000 metri quadrati destinati a uffici.
La progettazione di Plant T ha integrato fin dall’inizio obiettivi di sostenibilità ambientale e attenzione al benessere dei lavoratori. Sul tetto sono installati 2.266 pannelli solari per una capacità complessiva di 1.472 MWp, con una produzione attesa di circa 1.250 MW, equivalente al fabbisogno di circa 350 famiglie.
TVH punta inoltre a ottenere la certificazione BREEAM di livello “Outstanding”, il riconoscimento più elevato per la sostenibilità degli edifici, grazie anche a un’area dedicata al riciclaggio di legno, plastica e altri flussi di rifiuti.
Sul fronte ergonomico, l’edificio è dotato di climatizzazione a ogni piano, docce, spogliatoi e una sala da pranzo al secondo piano. Dysli sottolinea l’orientamento che ha guidato le scelte progettuali: “Ovunque sia possibile ricorrere all’automazione e alla robotica per sostenere e alleggerire il lavoro manuale pesante e ripetitivo, abbiamo deciso di adottare queste tecnologie al fine di consentire ai nostri dipendenti di lavorare in condizioni più ergonomiche”.
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