JCB presenta le nuove ammiraglie della Serie X

Il nuovo escavatore JCB 420X
Il consolidamento delle flotte dedicate al noleggio pesante richiede investimenti strategici in macchine capaci di garantire un’elevata redditività lungo l’intero ciclo di vita utile, riducendo al minimo i fermi macchina in cantiere.
JCB risponde a questa esigenza dei noleggiatori ampliando la propria Serie X con due modelli Heavyline progettati per ridefinire gli standard di produttività e durata nelle applicazioni più severe.
L’introduzione degli escavatori cingolati 420X e 520X permette infatti ai noleggiatori di inserire in flotta soluzioni efficienti e tecnologicamente avanzate, capaci di soddisfare le richieste dei clienti impegnati nella demolizione industriale, nelle grandi opere infrastrutturali e nell’estrazione in cava, attraverso una profonda revisione strutturale e l’integrazione di sistemi idraulici ed elettronici di ultima generazione.
JCB 420X, il nuovo punto di riferimento nella classe delle 40 tonnellate
L’introduzione dell’escavatore cingolato 420X segna l’ingresso di JCB in una fascia di mercato strategica per i canali del noleggio pesante, posizionandosi come una soluzione nativamente Heavy Duty.
Progettato sulla scorta dei risultati ottenuti con i modelli precedenti, questo mezzo da 40 tonnellate si rivolge direttamente alle applicazioni in cui lo stress meccanico è quotidiano, come la frantumazione e il carico di inerti. La struttura della macchina è stata progettata per sostenere incrementi prestazionali importanti, in modo da garantire l’integrità del bene anche sotto la gestione di diversi operatori.
L’allestimento di serie Earthmoving Pro prevede una benna da 2,6 metri cubi, segnando un aumento volumetrico del dieci per cento rispetto al modello 370X. Per supportare tale capacità, l’intero gruppo di scavo ha subito un irrigidimento strutturale, visibile nello spessore maggiorato delle lamiere e nell’applicazione di piastre di rinforzo sulla superficie interna dell’avambraccio, disponibile nelle lunghezze da 2,63 e 3,23 metri.
L’azione combinata di cilindri idraulici dal diametro maggiorato garantisce una forza di strappo superiore e incrementa la capacità di sollevamento frontale di oltre 940 chilogrammi alla massima estensione. Questa riserva di potenza accelera le operazioni di scavo nei materiali compatti e consente l’accoppiamento sicuro con attrezzature da demolizione particolarmente pesanti, ampliando le possibilità di utilizzo della macchina a freddo o nei contratti a lungo termine. Per gli utilizzi più severi, l’opzione Heavy Duty Pro Pack estende la protezione della torretta tramite pannellature inferiori rinforzate e carterature dedicate ai cilindri e ai gruppi ottici.
Cicli di lavoro e stabilità strutturale
La gestione delle sollecitazioni dinamiche indotte da una capacità di carico aumentata ha imposto una revisione profonda della ciclistica inferiore e dei sistemi di rotazione, elementi cruciali per preservare il valore residuo del mezzo a fine noleggio.
Il sottocarro del 420X adotta una carreggiata allargata che incrementa dell’undici per cento la stabilità laterale, un fattore che tutela l’incolumità del personale durante il brandeggio a pieno carico su terreni inclinati. La struttura longitudinale è stata estesa con l’integrazione di due pattini aggiuntivi e un rullo inferiore supplementare per lato, una configurazione che ottimizza la distribuzione del peso a terra e migliora nettamente la motricità sui fondi accidentati.
Il comparto della trazione beneficia di motori idraulici derivati dalla classe superiore da 50 tonnellate, capaci di esprimere una forza di trazione pari a 345 chilonewton, con un incremento netto del ventuno per cento. Superiormente, la ralla è stata maggiorata nel diametro di 40 millimetri per assorbire i momenti torcenti elevati tipici dei cicli continui di carico sui dumper. Questo elemento lavora in sinergia con un motore di rotazione e un riduttore potenziati, studiati per ridurre le emissioni sonore e velocizzare le fasi di posizionamento della torretta.
La propulsione è affidata a un motore diesel Stage V da 240 kilowatt, la cui taratura a un regime di rotazione superiore eleva la portata idraulica complessiva. Il sistema gestisce in modo fluido i movimenti simultanei di sollevamento e scavo, sfruttando la funzione Auto Boost per incrementare temporaneamente la pressione idraulica nei passaggi operativi più complessi, garantendo la massima produttività anche con utilizzatori non specializzati.
JCB 520X, la nuova ammiraglia della Serie X
Il completamento della gamma Heavyline si realizza con il debutto del modello 520X, una macchina che porta la Serie X al vertice del segmento compreso tra le 52 e le 57 tonnellate di peso operativo, offrendo ai noleggiatori un asset di alto profilo per i grandi cantieri.
Questo escavatore è stato sviluppato per offrire la massima flessibilità operativa attraverso due configurazioni principali del gruppo di scavo, ovvero un braccio standard da 6,9 metri, ideale per la versatilità applicativa, e un braccio da 6,5 metri specifico per la movimentazione di grandi volumi. A seconda del dipper selezionato, l’altezza massima di scarico raggiunge i 7,5 metri, mentre la profondità di scavo si attesta a 7,8 metri, consentendo la movimentazione di benne con volumetrie comprese tra 2,8 e 3,4 metri cubi.
Le prestazioni pure si traducono in una forza di strappo alla benna che tocca i 318 chilonewton, supportata da un propulsore Cummins X12 da 11,8 litri. Questo motore eroga una potenza di 298 kilowatt a soli 1.800 giri al minuto, sviluppando una coppia massima di 1.969 newtonmetri già a 1.400 giri, garantendo un’ottima capacità di scavo a bassi regimi.
L’architettura idraulica si basa su due pompe a pistoni assiali da 404 litri al minuto ciascuna, coordinate da una distribuzione interna ottimizzata con tubazioni a sezione maggiorata. L’efficienza energetica viene salvaguardata da una ventola di raffreddamento a controllo idraulico indipendente e da un sistema a doppio motore di rotazione, una configurazione essenziale per minimizzare i tempi morti durante le applicazioni severe in cava. Nella versione standard Earthmoving Pro, la stabilità è modulabile grazie all’opzione del sottocarro a carreggiata variabile meccanicamente da 2.390 a 2.890 millimetri, facilitando anche le delicate operazioni di trasporto stradale.
Controllo operativo e connettività di flotta
L’omogeneità della Serie X si riflette nell’adozione della cabina CommandPlus su entrambi i modelli, un ambiente di lavoro isolato acusticamente e strutturalmente protetto che riduce l’affaticamento dell’utilizzatore finale. L’interfaccia di controllo si evolve attraverso il sistema JCB UX, governato da un monitor touchscreen da 10 pollici che consente la memorizzazione di ventisinque profili operatore distinti, personalizzando la risposta dei joystick. L
‘introduzione dell’avviamento senza chiave tramite pulsante semplifica le procedure quotidiane, mentre il software di bordo permette un monitoraggio analitico dei consumi di carburante suddiviso per sessioni di lavoro, offrendo dati trasparenti per la fatturazione dei consumi nei contratti di noleggio.
La sicurezza dell’area di cantiere è garantita da una rete di quattordici proiettori a LED e da un sistema di visione perimetrale a 360 gradi ad alta definizione, i cui flussi video sono integrati direttamente nella schermata principale dell’interfaccia utente. Questa configurazione riduce drasticamente il rischio di danneggiamenti da impatto durante le manovre in spazi ristretti, un fattore che si traduce in un minor tasso di sinistrosità per le flotte dei noleggiatori.
Sotto il profilo della gestione remota, la suite telematica LiveLink trasmette costantemente i parametri vitali delle macchine ai centri di controllo aziendali. Questo flusso di dati include la geolocalizzazione, l’analisi delle ore di inattività e la diagnostica predittiva degli intervalli di manutenzione, consentendo interventi tempestivi prima che si verifichi un guasto. Le operazioni di assistenza sul campo sono infine agevolate dall’adozione opzionale di passerelle laterali ripiegabili, che permettono ai tecnici di operare in sicurezza sui vani motore.
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