MB Crusher e il noleggio: quando la qualità costruttiva non ha bisogno di adattamenti

Una delle attrezzature MB Crusher disponibili per il noleggio
mb crusher attrezzature noleggio

Nel 2001, i fratelli Azzolin trasformavano un’intuizione nata sul campo in un brevetto: una benna capace di frantumare il materiale direttamente in cantiere, eliminando i costi di trasporto e smaltimento che fino a quel momento erano considerati una variabile inevitabile.

Oggi, a oltre vent’anni di distanza, MB Crusher conta una gamma di oltre 50 prodotti distribuiti in più di 150 paesi, tutti costruiti seguendo la stessa logica di partenza: ascoltare il cantiere e trasformare quello che succede sul campo in soluzioni che cambiano il modo di lavorare.

In questo percorso, il canale del noleggio ha assunto via via un peso sempre maggiore. Un esito che non stupisce se consideriamo quanto la robustezza e la versatilità applicativa che caratterizzano l’intera gamma si siano rivelate nel tempo qualità particolarmente preziose per chi deve mettere un’attrezzatura nelle mani di operatori diversi, per applicazioni diverse, ogni settimana dell’anno.

Ne abbiamo parlato con Guido Azzolin, CEO dell’azienda vicentina, che legge la crescita del canale noleggio come una conferma esterna di scelte progettuali prese molto prima che il mercato le richiedesse esplicitamente.

MB Crusher, una filosofia produttiva che nasce dall’ascolto

MB Crusher ha conosciuto una crescita molto rapida negli ultimi vent’anni. Come descriveresti il momento che sta vivendo l’azienda oggi, e quali sono le priorità su cui state lavorando in questa fase?

Credo che la nostra crescita sia stata anche una conseguenza oltre che un obiettivo. Siamo nati in cantiere e continuiamo a ragionare come chi il cantiere lo vive ogni giorno. È lì che nascono le idee e lì capiamo se una soluzione funziona davvero.

Guido Azzolin, CEO di MB Crusher

Guido Azzolin, CEO di MB Crusher

In questi anni il settore è cambiato tantissimo. Oggi le imprese cercano attrezzature che permettano di lavorare con più autonomia, di ridurre gli spostamenti dei materiali e di sfruttare quello che hanno già sul posto. Sono esigenze che avevamo iniziato a vedere molti anni fa e che continuano a guidare il nostro sviluppo.

La nostra priorità, però, è rimasta la stessa: ascoltare. Ascoltare gli operatori, i concessionari, i noleggiatori, raccogliere quello che succede nei cantieri di tutto il mondo e trasformarlo in nuove applicazioni.

Forse è anche per questo che abbiamo sempre preferito raccontare il lavoro più che la macchina. Per noi quello che interessa a chi lavora non è tanto sapere com’è fatta un’attrezzatura, ma capire come può cambiare il modo di affrontare un cantiere.

Quanto pesa oggi il canale noleggio sul vostro business complessivo, e in che modo la crescita di questo segmento ha cambiato il modo in cui progettate e sviluppate nuovi prodotti?

Il noleggio è sicuramente un canale che negli ultimi anni è cresciuto molto e continua a evolversi. Sempre più imprese scelgono questa formula perché permette di essere più flessibili e di affrontare lavori diversi senza immobilizzare capitali.

Detto questo, il nostro modo di progettare non cambia. Non ci sediamo al tavolo dicendo “questa macchina sarà per il noleggio”. Noi partiamo sempre dai bisogni dei cantieri. Il confronto continuo con utilizzatori finali, concessionari e noleggiatori ci aiuta a capire come stanno cambiando le esigenze del mercato.

Chi lavora nel noleggio vede passare decine di cantieri diversi, raccoglie esperienze molto varie e spesso intercetta nuovi bisogni prima degli altri. Per noi questo confronto è prezioso. È uno dei motivi per cui la gamma continua a evolversi senza perdere la sua identità.

Vantaggi operativi e supporto ai noleggiatori

Anche senza essere progettate specificamente per il noleggio, le vostre attrezzature presentano tutte le caratteristiche necessarie per resistere ai cicli di utilizzo continui tipici delle flotte. Come spiegate questa qualità?

Secondo noi non esiste un’attrezzature “da vendita” e una “da noleggio”. Esiste un  prodotto affidabile oppure fragile. Quello che esce dai nostri stabilimenti deve garantire le stesse prestazioni ovunque vada: che sia un cantiere dietro casa a macinare calcestruzzo tre giorni a settimana, o una cava in India a frantumare basalto sette giorni su sette.

Poi è chiaro che il noleggio porta con sé dinamiche diverse, perché la macchina passa tra operatori differenti. Per questo puntiamo molto sulla semplicità d’uso e sulla robustezza. Un’attrezzatura deve essere intuitiva e affidabile.

Una pinza demolitrice MB Crusher a noleggio

Come gestite le necessità formative del personale dei vostri clienti noleggiatori?

Cerchiamo prima di tutto di progettare attrezzature semplici. Se un prodotto è intuitivo da montare, utilizzare e la sua manutenzione è semplice, anche la formazione diventa più efficace.

Poi c’è tutto il lavoro che facciamo insieme ai nostri partner, che sono i primi a ricevere da noi formazione diretta sull’utilizzo dei prodotti. Hanno accesso a una piattaforma dedicata, con video tutorial e assistenza post-vendita attiva 24 ore su 24.

Il nostro dipartimento service resta a disposizione, sia per i partner che per gli utilizzatori finali, per informazioni e chiarimenti.  L’obiettivo non è soltanto spiegare come funziona un’attrezzatura, ma fare in modo che venga sfruttata al meglio. Quando chi la utilizza conosce davvero le sue potenzialità, anche il lavoro in cantiere cambia.

Soluzioni adatte a ogni contesto operativo

Come è strutturato oggi il vostro sistema di assistenza e quali sono i tempi di risposta che vi siete dati come standard per il canale rental?

I nostri partner lavorano sempre con un magazzino ricambi proprio: fa parte della logica del rapporto che costruiamo con loro fin dall’inizio. Da parte nostra, siamo in grado di fornire ricambi in pronta consegna con tempi molto brevi, così il mezzo torna operativo il prima possibile.

Avete dati o riscontri concreti su quanto, in media, un’attrezzatura MB all’interno di un parco noleggio riesca a lavorare di più rispetto a un mezzo dedicato a una sola applicazione?

È difficile fare un confronto basandosi solo sul numero di ore di lavoro, perché le dinamiche sono diverse. Chi acquista un’attrezzatura lo fa quasi sempre perché ha già in programma uno o più lavori specifici. Per questo motivo, soprattutto nel primo anno, l’utilizzo tende a essere molto intenso: c’è un’esigenza precisa da soddisfare e l’attrezzatura entra subito a pieno regime.

Nel noleggio, invece, il ciclo è differente. L’attrezzatura viene utilizzata da clienti diversi, su cantieri diversi e in momenti diversi. Magari l’avvio è più graduale, ma negli anni successivi il livello di utilizzo tende a stabilizzarsi e a mantenersi molto elevato proprio grazie alla varietà delle applicazioni.

Alla fine, quello che osserviamo è che non esiste uno scostamento così marcato tra i due modelli. Cambia il modo in cui si distribuiscono le ore di lavoro nel tempo, ma entrambe le soluzioni possono garantire un impiego molto intenso dell’attrezzatura.

Anzi, è proprio questa capacità di adattarsi a contesti operativi differenti che rende le nostre attrezzature interessanti sia per chi decide di investire direttamente, sia per chi costruisce un parco noleggio destinato a clienti con esigenze molto diverse.

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