Comincia una nuova era per Kiloutou Italia: intervista all’Amministratore Delegato Andrea Lusvardi

Andrea Lusvardi, Amministratore Delegato di Kiloutou Italia
Lo scorso 19 dicembre, Kiloutou Italia ha inaugurato ufficialmente la nuova filiale di Castegnato, in provincia di Brescia, segnando una nuova importante tappa per il potenziamento della propria rete nel Nord-Italia. Come sottolineato più volte durante l’evento, il passaggio dall’acquisizione dell’immobile alla piena operatività della struttura è stato completato in tempi record, a testimonianza della tenacia e del deciso cambio di passo adottato dal Gruppo nel consolidamento della propria presenza sul mercato italiano.
Nell’arco degli ultimi sei mesi, infatti, Kiloutou ha annunciato anche il completamento di due importanti acquisizioni: la piemontese FIM a luglio e la bolognese DEA a gennaio. Tasselli di un’espansione che, negli obiettivi dell’azienda, prevede ulteriori importanti accelerate nei prossimi mesi.
Dopo un periodo dedicato alla razionalizzazione delle attività esistenti, l’azienda sembra aver quindi ritrovato una spinta propulsiva notevole, alimentata da una pianificazione industriale che punta a una presenza capillare e a una massa critica di rilievo.
In questo scenario di profondo rinnovamento, la figura di Andrea Lusvardi emerge come perno centrale della trasformazione in atto. La sua nomina ad Amministratore Delegato porta con sé una metodologia di gestione focalizzata sul dinamismo e sulla capacità di integrare realtà differenti all’interno di un’unica identità corporativa coerente.
Durante l’evento di Castegnato, abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci direttamente con lui in un’intervista esclusiva per approfondire i pilastri su cui poggerà il futuro di Kiloutou Italia.
Il cambio di passo di Kiloutou Italia
Che sfida rappresenta per te la guida di Kiloutou Italia in questa fase della tua carriera?
È una sfida che nasce dalla consapevolezza, condivisa con il Gruppo, che l’energia impiegata finora nel mercato italiano non fosse più sufficiente. L’Italia è un mercato estremamente attrattivo e in espansione, ma avevamo la sensazione di non stare approfittando della sua crescita con la velocità necessaria.
Personalmente, pur non venendo dallo specifico settore del noleggio professionale, ho maturato una lunga esperienza nella gestione di processi di espansione e sviluppo di network. Sapevo che l’evoluzione richiesta dal Gruppo rientrava nelle mie corde: è una sfida che unisce l’entusiasmo della crescita alla solidità dell’esperienza gestionale.
Di cosa ti sei occupato principalmente in questi primi mesi, e che impronta stai dando all’organizzazione?
La priorità è stata verificare se la nostra organizzazione fosse adeguata a sostenere sia il network attuale che i piani di espansione futura. Abbiamo analizzato la struttura delle regioni e le gerarchie per evitare sovrapposizioni di responsabilità che aggiungono burocrazia senza creare valore.
Stiamo finalizzando poi una nuova organizzazione, prevalentemente sul lato vendite, per affrontare un consolidamento territoriale molto aggressivo. Insieme alla nostra HR Manager Chiara Cortivo stiamo valutando le competenze interne per individuare chi può ricoprire i nuovi ruoli che vogliamo introdurre.
Parallelamente, siamo già in conversazione con diversi potenziali target per le prossime acquisizioni: sono processi lunghi e, se vogliamo concludere nuove operazioni nel 2026, dobbiamo muoverci ora.
Le acquisizioni nella strategia di Kiloutou Italia
Quali sono i fattori e le priorità che guidano le vostre scelte nel campo delle acquisizioni?
In questo momento acquisiamo principalmente per tre motivi: ottenere una tecnologia o una value proposition che ci manca, acquisire personale specializzato in famiglie di prodotto specifiche e, infine, ampliare la nostra copertura territoriale.
Ci interessano aziende che hanno già una certa dimensione, idealmente con un fatturato dai 10 milioni in su, perché integrare una realtà richiede risorse e tempo, e vogliamo che l’impatto delle nuove integrazioni sul gruppo sia significativo.
Qual è la principale sfida nella gestione di queste operazioni?
Le precedenti acquisizioni ci hanno insegnato molto. Integrare sistemi e software è la parte facile; la sfida vera è gestire l’impatto sulla popolazione aziendale. Se imponi i processi senza rispettare i tempi delle persone o senza coinvolgerle, crei una frustrazione tale che i talenti se ne vanno. A quel punto ti ritroveresti ad aver acquistato solo un parco macchine e dei muri, che non è affatto l’obiettivo di queste operazioni.
Un cambio di paradigma nell’approccio al mercato
Che tipo di filosofia guida, quindi, l’organizzazione della rete Kiloutou nel mercato italiano?
È una visione che parte dalla consapevolezza che il nostro business, a prescindere dalle dimensioni multinazionali del Gruppo, è e resta locale, legato alle dinamiche specifiche di ogni singolo mercato.
Abbiamo riconosciuto l’errore iniziale di voler applicare un approccio puramente francese all’Italia. Il vero valore è l’identità locale: i nostri processi devono supportare le filiali, non appesantirle.
Le aziende che acquistiamo sono spesso più agili e profittevoli di noi; se arriviamo e veniamo percepiti come “burocrati”, distruggiamo il valore dell’operazione. Il nostro compito è preservare quella velocità locale permettendole al contempo di godere dei vantaggi di far parte di una rete più ampia.
Come vedi il mercato italiano rispetto agli altri Paesi in cui Kiloutou opera?
Lo vedo estremamente dinamico, persino più dei mercati europei già maturi. Nei confronti del noleggio, l’Italia ha ancora un grado di consapevolezza inferiore a quello della Francia o anche della Spagna, ma stiamo assistendo a un rapido cambiamento.
Kiloutou può guidare attivamente questo cambiamento culturale o deve essere un lavoro corale del sistema?
Sono vere entrambe le cose. Noi, insieme ai competitor della nostra taglia, stiamo rendendo il noleggio più semplice, veloce e accessibile. E questo certamente modifica il mercato. Ma il contributo di realtà come la vostra è fondamentale per rendere trasparente questa evoluzione verso il pubblico. Solo lavorando su più livelli riusciremo a colmare il gap con l’Europa.
Per concludere, quali sono le priorità strategiche di Kiloutou in Italia per i prossimi anni?
Ne individuo tre. La prima è la crescita, sia organica che per acquisizioni. La seconda è l’integrazione: dobbiamo essere sempre più bravi a integrare persone e processi per attrarre e trattenere i talenti. La terza è l’efficienza tecnica. Vogliamo ottimizzare la disponibilità dei mezzi e la gestione del parco per massimizzare la redditività dei nostri investimenti.
Tag dell'articolo: intervista, Kiloutou, mercato del noleggio, noleggio








