Formazione e curiosità alla base della nuova mobilità

Formazione e curiosità alla base della nuova mobilità
Nuova mobilità

Il 5 Marzo prenderà il via il corso di formazione avanzata “Fleet&Mobility Manager: Nuove competenze per una mobilità efficiente“. Si tratta di un progetto formativo realizzato in collaborazione tra Move Your Mind e Rental Academy, in collaborazione con AIAGA, ANIASA e LoJack. A tal proposito, abbiamo intervistato Giovanni Tortorici, presidente AIAGA.

Abbiamo già avuto modo di presentarvi, in un articolo di qualche settimana fa, gli obiettivi e le intenzioni del nuovo corso di formazione, che si propone di creare e aggiornare due figure professionali che stanno assumendo sempre più un ruolo fondamentale all’interno di diverse realtà aziendali.

Insieme al dott. Tortorici, oggi vogliamo approfondire i temi principali che verranno trattati nel corso del Master, riassumibili in un’unica espressione: nuova mobilità sostenibile.

Giovanni Tortorici

Nel corso dell’intervista al dott. Montrone abbiamo fatto emergere l’importanza della formazione nei confronti di figure come Fleet & Mobility Manager. In questo senso, come opera AIAGA, Associazione al fianco di queste nuove figure professionali?

AIAGA ha per propria natura la diffusione di conoscenza, perché ritiene che sia il solo modo di costruire un reale progresso che non sia solo un’idea di marketing e prodotti o servizi, ma si basi su una sana vivacità intellettuale che generi valore.

Il nostro statuto, pone come scopo dell’associazione la valorizzazione, lo sviluppo e il sostegno del ruolo delle figure professionali (fleet manager, mobility manager, corporate mobility manager, travel manager) nell’ambito delle attività di impresa, sia nell’area privata che in quella pubblica, promuovendone contenuti, competenze, responsabilità.

Siamo sempre al fianco di queste figure professionali, in particolar modo per retaggio storico ai fleet manager, ma ovviamente credevamo nell’evoluzione dei ruoli già da tempo e per questo abbiamo realizzato nel 2018 dopo circa un anno di preparazione, una Prassi UNI che li contempla tutti.

La nostra attitudine è quella di promuovere attività di formazione e aggiornamento delle figure professionali afferenti alla mobilità aziendale, utilizzando come strumenti gli studi, le ricerche e la formazione nel settore della mobilità aziendale. Il corso Fleet&Mobility, già nel suo schema logico è subito emerso tra i tanti che vediamo, per la qualità dei contenuti che eroga e la modalità, molto puntuale con il quale si pone nel farlo.

La vostra Associazione permette di erogare anche dei crediti formativi, in seguito alla frequenza di un corso di formazione. Può spiegarci, in sintesi, cosa significa e che cosa comportano questi crediti?

La storia dei crediti formativi è nata con l’intento di poter far acquisire ai fleet manager un valore riconosciuto in modo formale. Proprio per questo motivo, negli anni scorsi abbiamo lavorato alla prassi di riferimento UNI/PdR 35:2018 e successivamente con un lungo percorso preparatorio, siamo riusciti a essere riconosciuti dal MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) come associazione che rilascia attestati di qualità e qualificazione professionale dei servizi prestati dai soci.

Possiamo quindi erogare i crediti formativi seguendo un regolamento che prevede l’assegnazione di 30 crediti formativi annuali per poter diventare un fleet manager “qualificato”.

Abbiamo un organismo AIAGA. dedicato per la formazione permanente del fleet manager, la “Giunta per la formazione permanente del fleet manager” che attraverso Master, Corsi, Convegni, Congressi, Workshop, Seminari, riconosciuti e/o patrocinati da AIAGA. (l’attribuzione dei crediti formativi è compito esclusivo dalla Giunta), anche se conseguiti con modalità telematiche, a condizione che sia possibile effettuare il controllo sull’effettiva partecipazione.

La Giunta gestisce un albo della formazione permanente dei fleet manager in cui sono riportati per ogni fleet manager che ha maturato crediti formativi i seguenti dati: nome e cognome, azienda di appartenenza, evento formativo, data o periodo di svolgimento, crediti attribuiti. Il registro è pubblico compatibilmente con la regolamentazione in vigore sulla privacy.

La Giunta rilascia ogni anno a ogni fleet manager iscritto un’attestazione dei crediti formativi acquisiti con indicazione degli eventi che hanno dato luogo alla maturazione dei crediti.

Miriamo a ottenere riconoscimenti ufficiali e stiamo lavorando a un sistema di certificazione europeo che possa far evolvere ancora meglio la qualità dei fleet manager e delle flotte che gestiscono.

A Marzo, una volta ultimati i dettagli, AIAGA sarà tra gli enti patrocinatori del nuovo corso di formazione. Può darci un’anteprima dei contenuti e spiegarci perché secondo lei è fondamentale offrire queste opportunità a queste rinnovate figure professionali?

Non solo patrocinio: abbiamo constatato che il telaio del corso è molto ben strutturato e parteciperemo attivamente per qualche parte di esso, contribuendo con le competenze che abbiamo a riempire le caselle dei moduli che verranno erogati.

Si tratta di un percorso che non tratta il fleet management fine a se stesso, ma lo contestualizza nell’ambito di analisi molto specifiche che prevedono l’approfondimento di conoscenze territoriali e di marketing, per poi declinarle all’interno delle proprie organizzazioni, tenendo conto dei vincoli legali e di policy. Viene quindi creata una base per comprendere la consapevolezza del ruolo e capire quali sono le leve organizzative e negoziali per promuovere la mobilità sostenibile, scegliendo strumenti e affinando strategie che puntano alla creazione del risultato finale: la messa a punto di un piano di mobilità sostenibile.

Questo non è un semplice corso, ma un “per-corso”.

Quali sono, secondo lei, le sfide principali che la nuova legge dedicata ai mobility manager propone alle aziende e, invece, quali possono essere le sfide che il nuovo concetto di mobilità proporrà a Fleet e Mobility Manager?

Non fermiamoci alle leggi e non ci aspettiamo nulla dai governi, in un paese dove ne abbiamo avuti 66 dal 1946 ad oggi. Un governo dovrebbe durare 5 anni…non aggiungo altro. Parliamo di sfide in un paese dove crollano i ponti e appaiono voragini nelle strade dopo una pioggia.

Pensiamo a fare del nostro meglio senza attenderci alcun supporto.

La nomina di un mobility manager non ha alcun significato se non si è mai fatto un piano di mobilità.

Il fatto che il mobility manager diventa obbligatorio per decreto-legge n. 34 del 19 maggio 2020 (detto  Decreto Rilancio, pubblicato sulla GU Serie Generale n.128 del 19-05-2020 – Suppl. Ordinario n.21), che all’art. 229 (al Capo VII – misure per l’Ambiente) obbliga le imprese e le pubbliche amministrazioni con più di 100 dipendenti ad adottare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL) non è una grande innovazione, ma la revisione di un qualcosa di vecchio scritto nel 1998 e rivisto nel 2000.

L’obbligo riguarda le imprese e le pubbliche amministrazioni ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia oppure in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti.

Probabilmente verrà inserita aziendalmente una figura interna (magari lo stesso fleet o travel manager) per una minima parte di tempo e sarà acquistata una consulenza per scrivere il piano, se non si hanno tempo, voglia o competenze.

Non c’è cultura della mobilità e la pandemia ha messo in evidenza come i trasporti in Italia siano molto lontani dall’essere efficienti. Scuole che cadono a pezzi, strade malconce, trasporti allucinanti e tante fandonie, in un paese dove la ricerca scientifica praticamente non esiste.

Credo che la più grande sfida sia quella che formarsi e informarsi. C’è troppa ignoranza e tra le più pericolose è quella digitale, dove avere un terminale in mano sembra faccia diventare chiunque un informatico di alto livello, invece del simpatico scimpanzè che strimpella su uno smartphone.

Serve meno arroganza e più voglia di prepararsi, ecco la vera sfida.

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