Le tecnologie che stanno definendo la nuova generazione di sollevatori telescopici

L’edizione 2025 del Bauma ha confermato come anche il segmento dei sollevatori telescopici stia vivendo una fase di importante rinnovamento tecnologico, con interessanti innovazioni in grado di ampliarne sensibilmente le possibilità applicative.
Tra concept sperimentali e modelli già pronti per il mercato, si è delineata una traiettoria precisa: aumentare la produttività e ampliare le applicazioni nel rispetto dei nuovi standard ambientali e funzionali.
Sollevatori telescopici, le innovazioni nel campo delle motorizzazioni
Anche in questo caso, l’elettrificazione è stata una delle leve più evidenti di questo cambiamento, per quanto permangano dubbi e criticità sulle effettive potenzialità di diffusione di queste motorizzazioni. In ogni caso, diversi costruttori hanno esposto telescopici ad alta elevazione completamente elettrici, in grado di raggiungere i 14 o 18 metri di altezza e movimentare fino a 4 tonnellate di carico.
Equipaggiati nella maggior parte dei casi con batterie al litio, questi mezzi sono oggi capaci di offrire autonomia per un’intera giornata lavorativa, consentendo l’impiego anche in aree sensibili alle emissioni o in contesti indoor. Oltre a rispettare le nuove normative in termini di emissioni, le motorizzazioni elettriche promettono di ridurre i costi energetici, semplificare la manutenzione e migliorare la qualità dell’ambiente di lavoro.

Il nuovo sollevatore telescopico elettrico Merlo e-WORKER
Accanto alle soluzioni full-electric, si stanno affacciando anche nuove frontiere legate all’idrogeno. Alcuni prototipi alimentati da celle a combustibile sono stati mostrati in anteprima, offrendo un’indicazione precisa delle ambizioni progettuali in corso: estendere l’impiego dei telescopici a emissioni zero anche ai contesti a più alta intensità operativa senza compromettere la sostenibilità.
Si fanno strada i modelli rotativi
Naturalmente, le innovazioni nel segmento dei sollevatori telescopici non si sono fermate alla componente energetica. Al Bauma è emerso chiaramente come i sollevatori telescopici stiano evolvendo in direzione della multifunzionalità, con un focus crescente sulle versioni rotative.
Modelli capaci di superare i 30 metri di altezza, dotati di cabina rotante a 360° e stabilizzatori automatici, si propongono oggi come strumenti in grado di effettuare lavorazioni complesse in quota senza richiedere il supporto di mezzi più ingombranti. In questi casi, la macchina diventa una piattaforma polivalente: allestibile con attrezzature specifiche, adatta ad applicazioni verticali molto diversificate, dalla posa strutturale alla manutenzione del verde urbano. Sono soluzioni che permettono alle imprese di accorciare i tempi e razionalizzare l’impiego dei mezzi in cantiere, ottimizzando ogni fase delle operazioni.
Anche i telescopici fissi hanno visto un importante salto prestazionale, con l’ingresso di nuovi modelli progettati per unire compattezza e potenza. L’attenzione alla visibilità, al comfort in cabina e alla gestione elettronica delle manovre è aumentata sensibilmente, segno che il valore aggiunto oggi passa anche dall’ergonomia e dalla precisione operativa.
Connettività e sicurezza
Un ulteriore ambito di evoluzione è rappresentato dalla connettività. I sollevatori telescopici di nuova generazione sono sempre più spesso dotate di sistemi telematici per la gestione da remoto, sia in chiave di diagnostica che di ottimizzazione del ciclo di utilizzo.
I costruttori offrono oggi piattaforme digitali proprietarie che consentono di monitorare in tempo reale posizione, carichi, consumi e tempi di impiego, supportando la programmazione della manutenzione e la gestione della flotta.
Alcuni sistemi permettono di riconoscere automaticamente l’accessorio installato e di adeguare i parametri di stabilità, bloccando eventuali manovre a rischio. In contesti dove il margine di errore si riduce – come il sollevamento di precisione in ambienti urbani o industriali – questi accorgimenti diventano determinanti.
In diversi casi sono stati presentati sistemi di controllo a distanza via radiocomando, pensati per quelle operazioni in cui l’operatore deve posizionare il carico con estrema precisione, rimanendo però fisicamente lontano dalla cabina, in una posizione con maggiore visibilità sull’area di manovra. Questo tipo di funzionalità, un tempo relegata a soluzioni specialistiche, sta diventando uno standard anche nel mondo dei telescopici, elevandone il potenziale in fase di noleggio.
Il quadro che emerge da Bauma è quindi articolato, ma estremamente coerente. Da un lato, si punta su mezzi più performanti, flessibili e in grado di sostituire più attrezzature in un’unica soluzione. Dall’altro, si lavora per rendere i telescopici strumenti di sollevamento pienamente integrabili in una filiera di cantiere che deve essere sempre più efficiente, digitale e sostenibile.
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