Mobility as a Service, la nuova rivoluzione nella mobilità

Mobility as a Service apertura
Mobility as a Service apertura

Lo abbiamo detto spesso sulle pagine di Rental Blog: la mobilità sta cambiando. O, perlomeno, ci sta provando.

Da diverso tempo il settore Automotive si sta interrogando su quali possano essere le soluzioni più efficaci per sviluppare una mobilità sostenibile, più green e attenta all’ambiente.
Ma non solo.

Quante volte, infatti, abbiamo sentito parlare anche di mobilità interconnessa? Un futuro in cui, attraverso l’utilizzo e l’analisi dei dati, la mobilità diventa più rapida, più strutturata…una questione che va a interessare privati, aziende e trasporti pubblici.

Questo è un altro modo per descrivere il MaaS, Mobility as a Service. Nel gergo del settore, questa espressione indica un nuovo modo di spostarsi che, al concetto di proprietà, sostituisce quello della mobilità condivisa. Quest’ultima, intesa come un vero e proprio servizio di cui usufruire a seconda della necessità. Naturalmente, il noleggio ne rappresenta sempre una componente importante.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione all’interno del mercato e, proprio per questo motivo, abbiamo deciso di parlarne con Rodolfo Montrone, direttore del Master Automotive Management & New Mobility ed esperto di Automotive.

MaaS, rivoluzionare gli spostamenti

Se la piattaforma risulterà di facile accesso, con il rilascio immediato di informazioni chiare e continuamente aggiornate, un corretto value for money comprensivo del confronto tra più opzioni sulla destinazione selezionata, avremo un’inevitabile ricaduta sul come interpretare la mobilità quotidiana. In particolare, ci verrò richiesta una migliore pianificazione degli spostamenti, unita alla ottimizzazione del fattore tempo (efficienza) e alla riduzione dei costi (economicità)”.Mobility as a Service

Con queste parole Rodolfo Montrone ci ha spiegato, secondo la sua esperienza, quali potrebbero essere i principali cambiamenti introdotti dal MaaS.

Come si può intuire, si tratta di un progetto di grande importanza. Un progetto che non si limita all’offerta di servizi tecnologici che mettono in comunicazione i differenti veicoli su strada. L’impegno richiesto è molto più ampio: si tratta di rivedere quasi completamente l’intero piano spostamenti attualmente attivo.

Significa, in altre parole, fornire delle soluzioni in grado di permettere la comunicazione tra veicoli. Ma anche e soprattutto istruire le persone a un’organizzazione e una pianificazione degli spostamenti, per rendere il traffico scorrevole e ben strutturato.

Quali attori entrano in gioco in questo contesto? Secondo Montrone, “il MaaS vede coinvolti soggetti di differente connotazione”, proprio perché si tratta di un cambiamento che tocca diversi aspetti della mobilità tradizionale:

  • I fornitori di mobilità
  • Le società di trasporto pubblico, con l’obiettivo di costruire una collaborazione tra privato e pubblico
  • I grandi gruppi che vedono il MaaS come un’integrazione verticale e che si stanno muovendo per integrare le società più piccole e proporsi come fornitori di riferimento per tutte le esigenze inerenti gli spostamenti
  • I player con connotazione tecnica e informatica

Questione di cultura

È facile comprendere, da questo primo scambio di battute con il direttore del Master Automotive, che quello a cui guardiamo è un cambiamento a 360 gradi. Un cambiamento complesso da portare avanti, perché coinvolge attori molto diversi l’uno dall’altro e auspica a una collaborazione condivisa che, forse, al giorno d’oggi è ancora difficile comprendere.

Attualmente, in Italia si stanno muovendo ancora i primi timidi passi in questa direzione. Il PNRR ha stanziato degli investimenti economici importanti per favorire un’accelerata del MaaS, ma sono ancora molti gli elementi da studiare e approfondire.

Uno su tutti? Una domanda che sorge spontanea, data la complessità di questo nuovo sistema: l’Italia è davvero pronta ad affrontare questo cambiamento?

Montrone ci ha offerto la sua personale visione: “La mobilità intesa come servizio è anzitutto il risultato di un cambiamento culturale che sta attraversando la nostra società. L’originario rapporto di proprietà esclusiva dell’auto è messo in discussione dal diffondersi di modalità di condivisione e noleggio dell’automobile.

Questo comporta che anche la mobilità, come altri bisogni primari, sia sempre più soggetta alla valutazione sulla qualità dei servizi offerti e sul costo totale degli spostamenti. Il MaaS sarà apprezzato in funzione della sua capacità di soddisfare queste aspettative”.

Si parla di cultura, quindi. Non solamente di un cambiamento tecnico e operativo. Ma di una nuova mentalità che deve essere condivisa da tutti gli attori coinvolti.

Se ci pensate bene, al giorno d’oggi ognuno utilizza l’auto in maniera del tutto personale (e personalizzata). Ognuno ha il proprio modo di pianificare uno spostamento, incurante in parte di quello che potrebbero fare gli altri automobilisti.

Spostare questo focus a una mobilità condivisa anche sotto il punto di vista della pianificazione, è sicuramente un grosso passo da compiere e richiede uno switch mentale non da poco.

Un cambio di paradigma che parte (anche) dal noleggio

Si tratta di un vero cambio di paradigma cominciato un decennio fa proprio con l’evoluzione del noleggio.

L’avvento della sharing economy, col supporto di nuove soluzioni tecnologiche, ha definitivamente tolto l’auto dal baricentro, sviluppando le riflessioni e le soluzioni sul tema delle necessità di spostamento.

Il Mobility as a Service spinge ancora più avanti questo concetto in chiave integrata, creando soluzioni ancora più innovative e una più chiara mappa imprenditoriale. Dove convivono soluzioni consolidate (come il noleggio), interpretate però in modo nuovo e da nuovi player (i dealer) con necessità professionali inedite e un ruolo fondamentale dedicato ai numeri.

Proprio il tema dei numeri sarà al centro del prossimo articolo dedicato al MaaS.

Mobility as a Service chiusura

Tag dell'articolo: Noleggio, settore automotive

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