Golf o surf?

Il vostro lavoro è come il golfo o il surf
Il vostro lavoro è come il golfo o il surf

Conoscete la differenza tra golf e surf? No, non è una freddura o una gag per strapparvi un sorriso. È uno stimolo a pensare al proprio lavoro che ci giunge, come spesso capita, da Seth Godin.

Il vostro lavoro è come il golfo o il surf

Nel gioco del golf la disposizione del campo, delle buche e degli ostacoli è fondamentale. Viene progettata con attenzione in modo da rendere il campo interessante e piacevole, abbastanza difficile da stimolare la voglia di giocarci, ma non troppo, per non esasperare i giocatori. Una volta definito, il campo di gioco non si cambia più per un bel po’.

La scelta di dove posizionare le buche è talmente rilevante che, in caso di cambiamenti, occorre pensarci molto bene e molto a lungo. Ci sono elementi di incertezza, certo, ma sono perlopiù collegati a fattori come il tempo (se piove, c’è il sole o c’è vento).

Al contrario, nel surf ogni onda è unica: da quella più banale al cavallone del secolo. Ogni onda si può cavalcare una volta sola.

Il golf quindi è un continuo viaggio per tentativi verso una perfezione impossibile da raggiungere.

Il surf, all’opposto, è basato sullo sviluppo della capacità di adattarsi a situazioni completamente mutevoli. Una piscina con una di quelle macchine creano un’onda continua è sicuramente utile per allenarsi, ma non è vero surf.

A questo punto, la domanda di Seth Godin è questa: il vostro lavoro di che tipo è?

E’ una serie di passaggi, più o meno strutturati, in cui si può cercare di prevedere i vari fattori e di lasciare il meno possibile al caso, o è un continuo affrontare situazioni nuove e imprevedibili?

Al di là della metafora, è una domanda interessante: è importante sapere che tipo di lavoro si ha di fronte e si svolge ogni giorno, e quale è, se è possibile darla noi, l’impostazione della propria attività. Questo ci consentirà di essere preparati e avere gli strumenti giusti (non si può fare surf con una mazza da golf…), di gestirlo al meglio (se si gestisce un fast food improvvisando ogni volta la preparazione degli hamburger, si fallirà in pochi mesi), e soprattutto di non crearci le aspettative sbagliate.

Tag dell'articolo: Marketing, strategie

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