Rallenta ancora la crescita del settore produttivo europeo

Andamento degli indici PMI e della produzione industriale
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Fonte: Markit Economics ed Eurostat

Secondo le indagini condotte dalla società Markit Economics, il clima di fiducia delle imprese europee prosegue il suo trend di rallentamento, e arriva a toccare i minimi degli ultimi 20 mesi.

L’indice PMI (Purchasing Managers Index), misura le intenzioni di acquisto delle imprese industriali e di servizi, e quindi in senso lato la fiducia nello sviluppo dell’economia. L’indice viene calcolato separatamente per ciascuno dei due settori, e poi combinato in un indice composito che misura l’andamento del settore produttivo in generale (se si escludono l’agricoltura e le costruzioni, industria e servizi rappresentano praticamente il totale delle imprese).

A Settembre, purtroppo, l’indice PMI composito per la zona euro segna il più lento aumento della produzione congiunta del manifatturiero e del terziario da gennaio 2015. La stima flash PMI® sulla produzione composita dell’eurozona di Markit è infatti scivolata a 52,6 punti, in flessione da 52,9 di Agosto. L’indice medio del terzo trimestre (52,9) risulta leggermente inferiore a quello del secondo (53,1), e questo indica che l’economia sta in effetti perdendo slancio, anziché guadagnarlo.

L’indice mostra tendenze di crescita contrastanti tra settore manifatturiero e terziario. L’attività dei servizi è aumentata al tasso più debole dalla fine del 2014, mentre la produzione manifatturiera ha indicato l’espansione più rapida da dicembre dello scorso anno.

A livello di singoli paesi, la crescita della produzione tedesca è rallentata ai minimi su 16 mesi, a causa principalmente del netto rallentamento del terziario. La Francia, al contrario, ha mostrato il suo più rapido tasso di espansione economica da giugno 2015, superando la Germania per la prima volta in più di quattro anni. Sempre in Francia, la crescita del settore dei servizi ha toccato a settembre un record su 15 mesi, controbilanciando ancora di più l’ulteriore stagnazione della produzione manifatturiera. Il tasso di espansione generale al di fuori delle due principali nazioni (che quindi significa, nella media, anche in Italia) ha indicato un rallentamento ai minimi su 21 mesi.

Purtroppo, a livello complessivo europeo, anche l’andamento dell’occupazione ha vacillato leggermente in questa fine di trimestre. Rispetto ad Agosto, la crescita dei livelli occupazionali tedeschi è leggermente migliorata, mentre in Francia è aumentata dopo i tagli avvenuti nel mese precedente. Al di fuori delle due principali economie, la creazione di posti di lavoro è rallentata ai minimi da settembre 2015.

Problemi in vista

La performance insoddisfacente del settore dei servizi lascia ipotizzare una debolezza della domanda interna, dato che i servizi tendono a essere più orientati a servire quest’ultima che non quella proveniente dall’estero (come invece fa il settore industriale). E infatti l’andamento dell’industria è stato aiutato dalla crescita delle esportazioni, che sono cresciute al ritmo maggiore da Marzo 2014.

Questi dati non sono fortunatamente così negativi da mettere in dubbio una crescita dell’economia europea nel terzo trimestre (ricordiamo che, per quanto anemico, un indice PMI superiore a 50 indica una crescita della produzione); tuttavia non è un bel segnale con cui entrare nell’ultimo trimestre dell’anno.

Tag dell'articolo: Mercato e statistiche, PMI

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