Noleggio auto usate, la soluzione al fabbisogno di chip?

Noleggio usato chip-min
Noleggio usato chip-min

In attesa del rapporto ANIASA, che quest’anno ci darà informazioni interessanti anche per quanto riguarda la nuova mobilità, oggi voglio prendere spunto da uno degli articoli che abbiamo condiviso con voi questa settimana. Sto parlando della carenza di chip nel settore Automotive, fenomeno che sta via via interessando anche l’ambito del noleggio (specialmente a breve termine).

Per chi bazzica nel settore, si tratta di qualcosa di (ahimé) conosciuto, con cui si è iniziato ad avere a che fare soprattutto nell’ultimo anno. Per chi, invece, non ha ancora metabolizzato questo argomento, mi permetto di fare un breve riassunto di ciò di cui stiamo parlando.

Ciò che è emerso dal rapporto di ANIASA riguarda il fatto che, nell’Automotive, si sta progressivamente assistendo a un fabbisogno di chip e semiconduttori. Questi sono due elementi fondamentali per la produzione di nuove vetture e la loro mancanza va a impattare notevolmente diversi passaggi della catena di montaggio del settore: produzione, come abbiamo detto, ma anche pianificazione ed esecuzione delle operation, così come la logistica.

Di conseguenza, se mancano queste componenti, l’impatto sul noleggio a breve termine è immediato: questa carenza provoca una più lenta e faticosa rotazione del parco mezzi destinato a questo utilizzo. Risultato? Se dovete noleggiare un’auto per la tanto agognata vacanza che avete già prenotato…beh, meglio darsi una mossa.

Le premesse all’emergenza

In apertura a questo articolo ho parlato prevalentemente di noleggio a breve termine. Questo per due motivi: da un lato, è il focus emerso dal comunicato ANIASA di pochi giorni fa; dall’altro, si tratta forse del comparto più urgente a cui pensare, data la ripartenza del turismo prevista con l’avanzare della campagna vaccinale e la riapertura di diverse location.

Tuttavia, è l’intero settore del noleggio a essere in allarme. Il motivo è molto semplice ed è alla base del funzionamento di una società di noleggio: questa, infatti, acquista un numero consistente di auto a prezzi vantaggiosi, ottenendo benefici proprio dalla quantità acquistata, andando poi a realizzare dei profitti.

Successivamente, nella maggior parte dei casi, dopo aver tenuto a disposizione il mezzo per un determinato periodo di tempo, questo viene rivenduto all’asta. Ciò che viene guadagnato viene reinvestito in modelli nuovi e aggiornati. Tuttavia, con il diffondersi della pandemia, questo modus operandi si è interrotto. Lo scorso anno, infatti, il comparto del noleggio è stato pesantemente frenato dal Covid-19.

A questo punto, le società di noleggio hanno dovuto rivedere alcuni procedimenti. Molte di loro hanno venduto migliaia di vetture prima della fine del loro ciclo di vita, recuperando del denaro e abbattendo i costi, con l’obiettivo di riempire le casse e far fronte all’emergenza dovuta alla pandemia.

Tuttavia, una volta ripartiti i flussi del noleggio, alcune delle società coinvolte in questi cambiamenti si sono trovate ad affrontare un ulteriore problema. Le flotte erano praticamente dimezzate. Ed è proprio qui che si è fatta strada la crisi dei semiconduttori e dei chip: come ho accennato poco sopra, sono fondamentali per la produzione di nuove auto. La loro carenza, quindi, ha provocato un rallentamento della produzione, che a sua volta ha impedito alle società di noleggio di rinfoltire la propria flotta.

Le risposte delle società di noleggio

In realtà, in Italia si sta ancora affrontando questo fenomeno. Di conseguenza, non sono ancora emerse delle soluzioni definitive a questo problema. Tuttavia, dato che la crisi dei chip riguarda il settore Automotive nel suo complesso, alcuni spunti arrivano da altre parti del mondo.

In particolare, dal mercato degli Stati Uniti. E la risposta che gli USA hanno dato al problema sembra (in apparenza) molto semplice: investire nell’acquisto di auto usate. Del resto, se non è possibile accedere a una flotta composta da veicoli di ultima generazione, onde evitare di ricadere in una crisi ancora più pesante, si può strizzare l’occhio a un parco mezzi…usato.

Naturalmente, quello che le società di noleggio americane hanno fatto è stato ricercare massivamente veicoli usati a basso chilometraggio. In questo modo, pur dovendo contare appunto su un’auto usata, hanno messo a disposizione dei propri clienti un veicolo totalmente sicuro, conveniente e adeguato rispetto alle diverse esigenze di mobilità.

Nel compiere questo tipo di operazione, i canali utilizzati sono stati diversi: aste, aste online, Dealer, auto dismesse da contratti di leasing e così via. Negli Stati Uniti si è trattato di un vero e proprio assalto alle vetture usate. Al momento, queste, individuate come la soluzione più immediata per far fronte al rallentamento della produzione di nuovi veicoli.

E, del resto, il noleggio dell’usato può rappresentare anche in Italia una nuova frontiera per il settore Automotive. E questo vale sia per far fronte alla crisi dei chip, sia per rispondere a un’altra esigenza attuale: la difficoltà economica del momento.

Ma magari, di questo, parleremo in un altro articolo…

noleggio usato tbc

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