Rental Academy – La lezione di Steve Jobs

A qualche mese dalla morte del leader di Apple Steve Jobs, la prestigiosa rivista di management Harvard Business Review ha chiesto a Walter Isaacson, autore della sua famosa biografia, un articolo sulla sua leadership, e su quello che l’esperienza e il lavoro di Jobs possono trasmettere a tutte le aziende.

L’articolo riassume alcuni dei suoi principi, delle lezioni che si possono imparare da questo grande creatore e uomo d’azienda

1. Concentrare l’attenzione

Decidere quello che si vuole mettere da parte è importante quanto definire quello che si vuole fare.

Quando Jobs ritornò alla Apple al termine del suo esilio temporaneo, si trovò di fronte a un’azienda che faceva, piuttosto male, numerose versioni del Macintosh e svariati altri strumenti informatici. Al termine del suo periodo di reinserimento, decise che da allora in poi la Apple avrebbe fatto solo quattro prodotti, purchè eccellenti.

Questo è stato anche il consiglio che ha dato, ormai malato, a Larry Page, il capo di Google che era andato a trovarlo, e che Page sembra aver seguito, ordinando ai suoi dipendenti di concentrarsi su pochi prodotti ma di renderli “bellissimi”. Un consiglio che vale per tutte le aziende di noleggio, che devono decidere se impegnarsi in molte attività (tra cui il noleggio stesso), o se abbandonare qualcosa.

2. Semplifica al massimo

Secondo Jobs, la semplicità e la forma ultima di sofisticatezza. E la semplicità non vuol dire solo eliminare i dettagli inutili, quelli che si notano facilmente. Significa anche analizzare ogni singolo elemento del servizio e chiedersi se davvero è necessario. In alcuni prodotti, Jobs non ha avuto timore di “sfidare” i suoi ingegneri a eliminare, ad esempio, il pulsante di accensione/spegnimento, sostituendolo con un software che accende automaticamente il prodotto spento quando si schiaccia un tasto qualuqne, e lo spegne dopo alcuni minuti di non utilizzo.

Un esempio che, con coraggio, forse dovrebbe essere applicato ad alcuni contratti di noleggio.

3. Quando sei rimasto indietro, fai un salto in avanti

L’iMac realizzato da Apple nelle sue prime versioni era dedicato a gestire foto e video, ma Jobs si accorse che la gente si stava dedicando anima e corpo a una nuova attività: scaricare musica in MP3 e ascoltarla su molteplici strumenti.

Invece che semplicemente aggiungere un lettore o un masterizzatore CD, che avrebbe reso l’iMac un computer come gli altri, Apple fece molto di più: lanciò l’iPod, iTunes e un sistema che consente di gestire tutta la propria collezione musicale.

Questo vuol dire anche cannibalizzare i propri prodotti, prima che lo faccia qualcun altro: quando l’egemonia dell’iPod rischiava di essere messa in discussione dalla diffusione di telefoni in grado di agire come lettori MP3, Jobs iniziò a ragionare su un telefono con queste caratteristiche, divenuto poi l’iPhone.

4. Prima i prodotti, poi i profitti

Secondo Jobs, nelle aziende innovative prima o poi i venditori (quelli in grado di massimizzare i profitti) rischiano di prendere il sopravvento su chi immagina e realizza davvero i prodotti.

Bisogna non perdere di vista la qualità dei prodotti e dei servizi, senza scendere a compromessi per migliorare le vendite di breve termine: queste e i profitti arriveranno, quando il mercato avrà riconosciuto il valore dell’offerta aziendale.

Questo però significa che l’azienda deve essere in grado di lavorare costantemente per far arrivare quel momento, ma anche restare in attività finché non arriva il riconoscimento definitivo del mercato. Una sfida grandissima ma molto attuale per le aziende di noleggio italiane, alle prese con la crisi e con un mercato asfittico, che dovrebbero costruire ora le basi per il successo da qui a qualche trimestre.

5. Nulla è impossibile

Jobs è diventato famoso nel settore IT per il suo “campo di distorsione della realtà”, ossia la sua capacità di far credere ai suoi collaboratori che sforzi apparentemente impossibili erano alla loro portata.

In realtà alla base di questo c’è la capacità di trovare le giuste leve di motivazione di ciascuno di noi, di lanciare delle sfide, di convincerci che qualcosa si può fare quando l’unico ostacolo è la nostra umanissima tendenza a evitare i compiti gravosi.

6. Anche l’apparenza è importante

Le persone si fanno un’idea del servizio e del prodotto anche in base a come questo viene presentato. La confezione diventa quindi importante quasi quanto il prodotto, e il design comunica i vantaggi del servizio offerto.

Questo si vede ad esempio nel minimalismo e nella cura che Apple ha messo nella creazione delle confezioni dei suoi prodotti, semplici da aprire ma anche eleganti, in grado di trasmettere l’eleganza delle forme dei prodotti ancor prima di averli in mano.

Nel noleggio questo significa semplificare e “pulire” tutte le procedure e gli strumenti con cui il cliente entra a contatto, dal sito web fino ai vecioli dell’assistenza tecnica: un messaggio simile a quello offerto da Edward Stobart nella sua attività di trasporti.

7. Punta alla perfezione in tutti gli aspetti

Alla perfezione dell’apparenza esteriore fa da contraltare la perfezione delle parti nascoste.

Jobs non si è mai tirato indietro di fronte alla necessità di posticipare un lancio perché il prodotto non era pronto, anche se questo significava aumentare i costi e ritardare i ricavi, e talvolta far riprogettare un prodotto daccapo. Anche le parti nascoste dei prodotti, pur invisibili ai clienti, dovevano essere perfette.

Parte di questo perfezionismo derivava dalle capacità artigianali di suo padre, che gli aveva insegnato che un bravo artigiano usa il legno buono anche per la parete posteriore di un mobile, anche se nessuno la vede, perché lui stesso la vedrà, e questo basta e avanza perché il lavoro debba essere perfetto. Questo è il motivo per cui le schede madri dei primi iMac riportano le firme miniaturizzate degli ingengneri che le hanno costruite.

Questo, per chi noleggia, vuol dire avere sempre a disposizione macchine perfettamente efficienti e funzionali, anche nelle parti che il cliente non vede nel suo utilizzo, e filiali di noleggio pulite e ordinate anche nei posti in cui il cliente non entra.

8. Chiedere il massimo e spingere verso il massimo

Steve Jobs ha da sempre avuto la fama di un leader brutale, pronto a trattare malissimo e a offendere i suoi collaboratori. Eppure sono in pochi i manager che hanno ottenuto livelli di fedeltà così elevati dai loro collaboratori. Questo perché per Jobs l’azienda dovrebbe assumere solo persono dotate del massimo della competenza, per evitare che alla fine ci si accontenti tutti di prestazioni non ottimali, e si crei un clima dove, per paura di offendere qualcuno, non si dà il massimo.

L’asticella deve essere sempre tenuta in alto, per tutti i collaboratori, ed è compito del capo essere onesto e, se necessario, brutale nelle valutazioni. Questo perché le persone dotate di grandi capacità raggiungeranno gli obiettivi a loro assegnati, e Jobs, nonostante il suo carattere difficile (per usare un eufemismo), era anche in grado di ispirare profondamente chi lavorava con lui a dare il massimo.

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