La parabola del cavallo morto

La parabola del cavallo
La parabola del cavallo

Una massima spesso citata della tribù degli indiani Dakota, trasmessa di generazione in generazione, dice che

quando scopri che stai cavalcando un cavallo morto, la migliore cosa da fare è scendere

La parabola del cavallo

Sembra una frase banale, quasi lapalissiana. Tuttavia pensate a quante volte nelle aziende (e ancora di più nel settore pubblico), succedono invece una o più tra queste cose.

  1. Si acquista una frusta più forte.
  2. Si cambia il cavaliere.
  3. Si nomina un gruppo di lavoro per studiare il cavallo.
  4. Si promuovono visite e analisi delle best practice per scoprire come si cavalca in altri paesi o in altre aziende.
  5. Si abbassa lo standard minimo di funzionamento, in modo tale da potervi far rientrare anche i cavali morti.
  6. Si riclassifica il cavallo morto come “diversamente vivo”.
  7. Si assumono cavalieri esterni in outsourcing.
  8. Si prova a mettere in gruppo diversi cavalli morti per cercare di aumentarne la velocità.
  9. Si intraprendono percorsi di formazione o si destinano altri fondi all’aumento delle performance del cavallo.
  10. Si analizza la produttività del cavallo per verificare se avere un cavaliere più leggero potrebbe aumentarne le performance.
  11. Si dichiara che il cavallo morto, siccome consuma di meno, presenta minori costi di gestione e pertanto contribuisce al profitto più che i cavalli vivi.
  12. Si riscrivono i requisiti di performance di tutti i cavalli. Ma soprattutto…
  13. Si promuove il cavallo morto a una posizione superiore di supervisione.

Siate sinceri: quale delle soluzioni sopra descritte si applica maggiormente nella vostra azienda?

Tag dell'articolo: gestione

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