Dal GDPR allo spam (il passo è breve)

GDPR spam ed email marketing
GDPR spam ed email marketing

Anche se ora sembra una cosa lontana, qualche mese fa la vostra casella email è stata inondata per alcuni giorni di messaggi legati al famigerato GDPR. La mia sicuramente lo è stata. Qualcuna sta arrivando anche adesso (anche se si tratta di casi davvero sporadici).

GDPR spam ed email marketing

Queste email, derivanti dalla nuova normativa europea sulla protezione dei dati, entrata in vigore il 25 Maggio, ci hanno chiesto in alcuni casi di confermare il nostro interesse a ricevere messaggi dal mittente; in altri ci hanno chiesto di prendere visione di politiche sulla privacy aggiornate; altre (poche) ci hanno ringraziato di essere fedeli iscritti alle mailing list; altre ancora ci hanno pregato di rimanere iscritti.

Qualcuna inoltre ci ha chiesto di confermare la nostra iscrizione, anche se magari eravamo sicuri al 100% di non esserci mai iscritti né di conoscere anche solo lontanamente quella azienda…

Qualcuno di noi, non da ultimo, avrà magari ricevuto qualche messaggio di amici, colleghi o parenti che ci chiedevano che cosa diavolo fosse ‘sto GDPR (a me è successo!).

Se possiamo trovare un lato positivo alla questione del GDPR, possiamo dire che molte aziende hanno capito la necessità e colto l’occasione per rivalutare i propri processi di marketing, affrontare il tema con i propri legali e soprattutto riottenere un minimo di conferma del reale interesse dei clienti per i loro messaggi.

Dal lato negativo, però, sembra che per altre aziende questa non sia stata altro che l’occasione per sparare migliaia di messaggi al mondo intero, che non è mai la cosa giusta da fare.

Quindi ci sono alcune cose che forse possiamo imparare da questa situazione quasi paradossale, senza addentrarci troppo nelle tematiche legali (che possono essere affrontate correttamente da chi ha la giusta formazione in merito). Qualche spunto sulle pratiche migliori, e peggiori, in tema di email marketing: vediamole insieme.

Testate i sistemi di invio

Una delle email che ho ricevuto prevedeva queste chiamate all’azione

  • resta iscritto;
  • modifica le tue preferenze;
  • disiscriviti.

Quando ho scelto di disiscrivermi, sono finito su una pagina che NON prevedeva quell’opzione. Ho lasciato tutte le caselle vuote, e inviato il modulo. Ho ottenuto un messaggio di ringraziamento per essermi iscritto. Cosa?!

Nella migliore delle ipotesi si tratta di un problema tecnico, e della scarsa attenzione a risolverlo. Nella peggiore, beh, immaginate voi che cosa ho pensato…

Mettete nell’oggetto l’azione richiesta al destinatario

Se richiedete a qualcuno di compiere una certa azione, evidenziatela a partire dall’oggetto del messaggio. Usate oggetti come ad esempio “Importante: conferma la tua iscrizione”.

Se avete un nocciolo duro di destinatari che aprono e leggono più o meno tutto quello che mandate loro, allora forse anche un oggetto generico può funzionare. Ma per i destinatari meno coinvolti e abituati a prestarvi attenzione, essere chiari non può che essere utile. Meglio quindi distinguere i vostri lettori più interessati da quelli meno coinvolti. D’altra parte, sono proprio quelli che volete mantenere nel vostro database di contatti.

Utilizzate indirizzi di invio già usati in passato, in modo che il messaggio passi più facilmente i filtri antispam dei destinatari. Mantenete le cose come stanno di solito, per non disorientare i vostri lettori né le loro caselle email.

Senza contare che chiedere un’azione specifica, specialmente se a farlo è una persona che non si conosce, può essere problematico e creare dei sospetti.

Non mandate richieste multiple in modo separato

La maggior parte delle email che ho ricevuto avevano due oggetti e finalità possibili: rivedere la privacy policy dell’azienda oppure confermare la propria iscrizione. Qualcuno mi ha anche mandato più di un messaggio con questi due contenuti. Perché non combinare queste due richieste in un messaggio solo?

Se partiamo dal presupposto che la cosa fondamentale è confermare la propria iscrizione, la revisione della politica sulla privacy può diventare un elemento secondario di questa email.

Mantenete una grafica e una strategia coerente

Se create un’email con una grafica specifica e un certo design, mantenetelo lungo tutta l’interazione con il lettore. Pagine di atterraggio, pagine di ringraziamento, messaggi di partenza e di conferma, tutti dovrebbero dovrebbero mantenere lo stesso aspetto grafico. Questo non solo è segno di professionalità, ma ispira anche fiducia in chi riceve i messaggi e attraversa tutto il percorso.

Idem per quanto riguarda la gestione di tutto il processo. Se inviate un messaggio in cui avvisate che, in assenza di azione, cancellerete il contatto dalla vostra lista, il passaggio logico successivo è farlo. Se qualcuno si iscrive alla vostra newsletter mensile, pensateci bene prima di mandargli dei messaggi spiccatamente pubblicitari. Ogni messaggio non richiesto o accettato è un invito a cancellarsi dalla vostra lista o a segnalarvi come spammer.

In conclusione…

Questi piccoli suggerimenti sono solo delle idee di buon senso che funzionano bene a prescindere dall’esistenza del GDPR. Magari in futuro le normative europee cambieranno ancora, ma fintanto che riusciremo a impostare e a mantenere la comunicazione con i nostri destinatari su un rapporto di fiducia, non avremo mai grossi problemi a rispettare la legge.

Tag dell'articolo: Email marketing

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