Girls Wanted, cambiare il noleggio col dialogo

Una foto promozionale del progetto Girls Wanted in Rental lanciato da Daniela Niederstaetter
progetto girls wanted in rental niederstaetter

In molti settori tecnici italiani — e il noleggio non fa eccezione — parlare di gender gap è ancora un esercizio scomodo. Un tema che tutti percepiscono, ma che raramente si affronta in profondità. Eppure, dietro i numeri sempre bassi della presenza femminile, soprattutto nei ruoli tecnici e decisionali, c’è un potenziale straordinario non ancora espresso.

Un potenziale che non riguarda “le donne” in quanto tali, ma il modo in cui le aziende sanno riconoscere, valorizzare e attrarre il talento. Da questi presupposti nasce il progetto Girls Wanted.

È un’iniziativa che sta portando una ventata di concretezza e visione strategica in un settore tradizionale, spesso percepito come poco attrattivo dalle nuove generazioni. A guidarlo è Daniela Niederstaetter, CEO dell’omonima azienda di famiglia e voce autorevole di un cambiamento culturale che parte da un assunto semplice e rivoluzionario: il talento non ha genere. “Il nostro sogno è Talent over gender — racconta Daniela — perché il talento deve avere più importanza del genere. Quando arriveremo a questo punto non dovremo più chiederci se una donna ha scelto il lavoro giusto”.

L’intervista con Daniela si trasforma in un viaggio in ciò che questo progetto vuole rappresentare concretamente: non un’iniziativa di facciata, non un esercizio di comunicazione “rosa”, ma un modo concreto per ripensare il noleggio dall’interno nei settori in cui si esprime, rafforzarne la competitività e creare nuove filiere di professionalità capaci di parlare alle generazioni che stanno arrivando.

Su questi presupposti, Niederstaetter è riuscita a coinvolgere immediatamente un gruppo di donne manager all’interno dell’associazione dei noleggiatori, e la compagine non può che allargarsi.

Nel noleggio non mancano le donne, mancano i modelli

Secondo Daniela Niederstaetter, la radice del gender gap nel noleggio è molto più profonda della semplice scarsità di candidature femminili. È culturale, educativa, familiare. “Tutto nasce dai genitori – spiega – ancora oggi molte mamme dicono: ‘secondo me quello tecnico non è un ambito fatto per le ragazze’. Così si costruiscono limiti invisibili.”

Un settore che vuole crescere non può permettersi di ignorare questi meccanismi. Per questo Girls Wanted lavora su tre piani: culturale, organizzativo e personale. Il più urgente è quello culturale, perché per attrarre donne (e giovani in generale) occorre che il settore appaia moderno, dinamico, ricco di opportunità. “Quando arrivano in azienda ci dicono: ma che bello lavorare qui, quante possibilità!”. Segno che il gap non è nelle competenze, ma nella percezione.

Il progetto Girls Wanted in Rental riflette sulle opportunità per le donne nel noleggio

La presenza femminile è un vantaggio competitivo

Uno dei rischi più frequenti quando si parla di inclusione nel mondo industriale è scivolare nel moralismo o nella retorica delle “quote rosa”. Niederstaetter questo rischio lo vede benissimo e lo rifiuta con decisione. “Il tema non è dobbiamo inserire donne, ma perché non dovremmo farlo? Un’azienda ha bisogno di competenze diverse. Io e mio fratello ad esempio siamo complementari: lui nel lavoro sui numeri, io in quello con le persone. Se manca uno, manca un pezzo”.

Queste parole parlano a un pubblico maschile, ancora la maggioranza nel noleggio, come a un partner strategico del cambiamento. È un messaggio che disinnesca le difese e sposta il discorso sul terreno più concreto che esista, quello del business.

La testimonianza di Niederstaetter dà voce a ciò che molte donne vivono silenziosamente nel settore: una cultura che vede il femminile come eccezione. “Quando entro in uno stand in fiera, lo sguardo che ricevo dagli uomini non è affatto alla pari. Ho dovuto imparare a farmi sentire, ma soprattutto a far parlare la competenza”.

Come cambiare davvero le aziende di noleggio

Non è vittimismo, è constatazione. E la forza del progetto sta proprio nell’affrontare la questione senza scontro, ma con la leva del dialogo. È così che si portano le aziende verso una trasformazione interna.

Il cambiamento, dice Daniela, parte dalla leadership. “Il pesce puzza sempre dalla testa”, ricorda citando un famoso modo di dire. “La dirigenza deve capire l’importanza di avere tutte le competenze possibili in azienda. Solo così nasce l’apertura”.

Poi servono gli strumenti: una comunicazione interna più chiara; formazione su bias e leadership inclusiva; coinvolgimento di giovani e apprendisti, senza barriere di genere; creazione di un ambiente in cui ci si sente accolti, non tollerati.

Girls Wanted sta già lavorando su questi piani, portando talk nelle scuole, aprendo i centri aziendali a visite formative e mostrando un modello di organizzazione in cui contano le persone, non il loro genere. “Se una persona è brava a organizzare, perché non dovrebbe essere brava a organizzare dei noleggi? Dire che non può farlo perché non conosce gli aspetti tecnici è limitante”, osserva Daniela.

Una foto di gruppo con alcune esponenti del progetto Girls Wanted in Rental

Da sinistra: Maria e Daniela Niederstaetter, Tania Colatriano con Anna Di Girolamo e Roberta Nava (Rental Network)

Nuove competenze per un settore che deve cambiare passo

Uno dei passaggi più illuminanti della nostra chiacchierata riguarda proprio le aree in cui una maggiore presenza femminile porterebbe valore immediato: organizzazione, pricing, relazione con il cliente. “La storia ce lo dice: le donne hanno sempre dovuto organizzare tutto. È una competenza forte, naturale. E spesso non la riconosciamo”.

In un settore in cui il noleggio si vende ancora parlando troppo di noleggio, cambiare il linguaggio e la prospettiva può fare la differenza. “Se guardiamo ai bisogni del cliente, se apriamo la mente, possiamo imparare dagli altri e crescere davvero”, afferma Daniela.

Uno degli elementi più potenti del progetto è il container con la scritta luminosa Girls Wanted. Un’opera d’arte diventata rapidamente catalizzatore di conversazioni, energia e nuove idee. “Quando l’ho vista per la prima volta, quella scritta non riuscivo più a dimenticarla”, racconta Daniela. “È una chiamata collettiva. Wanted significa che per raggiungere l’obiettivo serve un gruppo, non una persona sola”.

Il container è pensato come uno spazio mobile itinerante che può prestarsi a diverse occasioni, come fiere, eventi di settore e feste aziendali. Ovunque arriva, apre un varco, creando un ambiente per il dialogo che può fare da palcoscenico a talk, testimonianze e altre attività congiunte. Un punto di partenza per costruire una narrazione nuova del settore.

Un progetto che vuole parlare all’intero settore

Girls Wanted non è quindi un’iniziativa “per donne”. È un progetto di modernizzazione del settore. Un invito a superare vecchie logiche e raccontare anche il noleggio come un luogo in cui crescere e innovare. Dove uomini e donne, insieme, portano competenze e punti di vista utili per affrontare un mercato sempre più complesso.

La forza del progetto sta nella sua autenticità. Daniela Niederstaetter, insieme ad altre manager del settore, non parlano da filosofe o ideologhe, né da testimonial. Parlano da imprenditrici che vivono ogni giorno ciò in cui credono. “La curiosità è la cosa più bella del mondo – dice Niederstaetter – e il dialogo risolve tantissime cose”.

Probabilmente, è questa la vera chiamata all’azione del progetto: aprire spazi, creare conversazioni, generare attrattività. Perché il futuro del noleggio — come di qualsiasi altro settore — passa dalla capacità di riconoscere i talenti, tutti, e dare loro la possibilità di sentirsi parte di qualcosa che vale.

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