L’ERA studia l’impatto delle normative sui trasporti

Studio ERA su costi normative EU trasporti noleggio
Studio ERA su costi normative EU trasporti noleggio

La European Rental Association (ERA) ha recentemente pubblicato uno studio sulle conseguenze delle differenze tra le varie legislazioni nazionali in tema di circolazione su strada delle macchine a noleggio.

Secondo questo studio, che è stato realizzato dalla società di ricerca Ecorys, l’assenza di coordinamento di un’armonizzazione dei regolamenti nazionali crea difficoltà a vari livelli per tutti soggetti che operano nella filiera: produttori, distributori, noleggiatori, utenti finali e cittadini. Il risultato finale è che tutto il settore viene penalizzato dal punto di vista logistico e finanziario.

Dal punto di vista operativo, le conseguenze della mancanza di regole uniformi sono costituite da costi elevati per le procedure di autorizzazione e per la necessità di adeguarsi a regole differenti (specie in tema di sicurezza).

Lo studio (che può essere scaricato da questo collegamento del sito della Commissione Europea) ha calcolato che queste richieste non uniformi procurano al settore un costo diretto di 90 milioni di euro all’anno, dovuti in particolare alle procedure di approvazione e alla necessità di test condotti da terze parti. Ci si attende, inoltre, che tali costi salgano nei prossimi anni, a causa dell’aumento del livello di specificità delle normative nazionali.

In base alla valutazione effettuata sull’impatto per il settore e sulle preoccupazioni espresse dai leader intervistati, la società Ecorys ha poi identificato quattro opzioni in termini di possibili soluzioni e politiche comuni, e le ha valutate in base a un’analisi costi/benefici.

In base all’efficacia attesa, all’efficienza e alla coerenza, il rapporto dell’ERA ha concluso che le soluzioni migliori sarebbero la creazione di una base legislativa comune (su cui ciascuno stato potrebbe lavorare al margine) e una procedura di approvazione comune definita a livello europeo. L’ERA si è impegnata a procedere nello stimolo alla discussione e alla ricerca di soluzioni in questo campo, dato il peso che questi vincoli hanno sullo sviluppo di un vero mercato europeo del noleggio.

Un altro esempio (italiano)

Impatto della burocrazia sul noleggioAnche se riferito a un settore completamente diverso (la Grande Distribuzione al dettaglio), l’analisi ricorda quella effettuata alcuni anni fa, a livello nazionale italiano, da Federdistribuzione, la federazione che rappresenta le imprese della GDO (Grande Distribuzione Organizzata). Secondo quello studio i costi della burocrazia (cioè quelli derivanti dagli obblighi informativi verso la Pubblica Amministrazione e dai relativi oneri amministrativi) per tali imprese ammontavano a quasi 1,4 miliardi di euro (circa l’1,15% del loro fatturato complessivo nel 2009). Tali costi non riguardavano in alcun modo bolli e tasse, né le attività che le aziende avrebbero dovuto svolgere a prescindere dagli obblighi burocratici imposti dalle leggi vigenti.

Quello studio aveva una portata molto più ristretta dal punto di vista geografico (riguardava solo le imprese italiane) ma molto più ampia dal punto di vista dell’oggetto (indagava su tutti gli oneri burocratici, non solo quelli dei trasporti). Tuttavia metteva in luce un elemento comune ai due settori: anche per le imprese della GD, così come per quelle del noleggio, i costi di attività burocratiche inefficienti si moltiplicano quando si applicano a un numero elevato di magazzini, sedi e filiali o transazioni.

Lo studio dell’ERA magari non rappresenta in sé e per sé un’iniziativa rilevante per il mercato italiano del noleggio, dato che il nostro mercato, rispetto ad altri, ha scarsissimi contatti con l’estero, e quindi risente molto poco della mancanza di armonizzazione tra le nostre norme e quelle di altri paesi. Anzi, qualcuno dei nostri lettori potrebbe dire che sono ben altri i problemi normativi e legali per il mercato italiano del noleggio e della distribuzione di macchine per edilizia.

Tuttavia l’esempio dell’ERA è importante perché mostra come sia possibile fare un’attività di lobby intelligente e orientata a ridurre i costi inutili non solo per le imprese ma anche per i settori più allargati, per la cittadinanza e, perché no, anche per le stesse amministrazioni pubbliche.

Forse non si potrebbe tentare qualcosa di simile anche da noi?

Tag dell'articolo: ERA, normative

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