Calano le vendite di macchine edili, è un buon segnale per i noleggiatori?

Nel primo semestre del 2024, il mercato delle macchine per costruzioni in Italia ha subito una contrazione significativa, con una diminuzione del 16% nelle vendite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Soffrono particolarmente le macchine movimento terra, in calo del 17% rispetto al primo semestre 2024, per un totale di 9.256 unità vendute nella prima metà dell’anno.
Arrivano segnali positivi invece dal segmento delle macchine per i lavori stradali, con un incremento del +23% (grazie soprattutto alla performance dei rulli, le cui vendite sono cresciute del 53%) da contestualizzare però in un volume totale di solo 432 unità.
Sono questi i dati presentati negli scorsi giorni da Unacea sulla base dei risultati di vendita dei produttori e degli importatori di macchine per il settore edile e per i lavori stradali.
Dati Unacea, resiste la domanda per alcune tipologie di macchine
Il rallentamento delle vendite arriva in un contesto di mercato che, dopo la spinta dei precedenti incentivi fiscali legati all’Industria 4.0, si trova oggi in assenza di agevolazioni specifiche, segno che la tanto chiacchierata “Transizione 5.0” non sta attualmente avendo un impatto significativo sul settore.
Un quadro che porta Michele Vitulano, Presidente di Unacea, a definire il calo attuale come “previsto e fisiologico”.
In ogni caso la flessione del comparto movimento terra è particolarmente significativa, poiché riguarda una gamma ampia di macchinari essenziali per l’edilizia e i grandi lavori infrastrutturali, che, specialmente in Italia, grazie alla spinta del PNRR stanno andando avanti.
Al netto della contrazione complessiva, però, due specifiche tipologie di macchinari hanno mostrato segnali di resilienza: i dozer, con un aumento del 37% rispetto al primo semestre 2023, e i dumper articolati, le cui vendite sono aumentate del 73%. Cifre che segnalano la persistenza di una forte domanda per esigenze specialistiche, specialmente negli ambienti di lavoro con condizioni particolarmente sfidanti, come le cave e i cantieri per le infrastrutture complesse.
Anche le minipale compatte hanno registrato una crescita (+9%), segno che piccole macchine versatili rimangono rilevanti per i progetti edilizi più contenuti.
Che cosa significa questo per il noleggio
Per il comparto del noleggio, lo scenario delineato da Unacea offre prospettive interessanti, ma presenta anche sfide.
Senza dubbio, l’assenza di nuovi incentivi, unita al forte aumento dei tassi di interesse, rappresenta un ostacolo importante alle necessità di ampliamento e ringiovanimento della flotta. Allo stesso modo però, anche un mercato “drogato” da continui incentivi non è uno scenario particolarmente desiderabile.
Guardando invece ai lati positivi, il rallentamento delle vendite di macchine per costruzioni, combinato con la fine degli incentivi Industria 4.0, potrebbe contribuire a rendere il noleggio un’opzione ancora più appetibile per le imprese.
Fare un maggiore ricorso al noleggio aiuterebbe molte imprese a mantenere la flessibilità operativa e a evitare costi d’investimento elevati. Inoltre, se le vendite dovessero continuare a diminuire, il noleggio consoliderebbe ulteriormente la propria posizione di canale privilegiato per accedere alle attrezzature di ultima generazione.
D’altra parte il segmento delle macchine stradali, alla luce della sua forte crescita, potrebbe diventare un ambito interessante su cui puntare in un’ottica di diversificazione dell’offerta. Vista la probabile richiesta di mezzi per progetti stradali e infrastrutturali, particolarmente supportati dai fondi del PNRR, gli operatori del noleggio potrebbero sfruttare questa tendenza per proporre una gamma più ampia di attrezzature per pavimentazioni e costruzioni stradali, preparandosi ad assistere le imprese che preferiranno evitare investimenti diretti in nuove macchine.
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