Nel secondo e nel terzo trimestre 2013, secondo le imprese del Panel Rental Blog, la situazione si conferma negativa, ma con qualche spunto più ottimista. Se sul fronte tendenziale (confronto con lo stesso trimestre del 2012) le imprese sia del noleggio che della produzione e vendita registrano un trend negativo (ma in miglioramento rispetto a tre mesi fa), almeno il dato congiunturale segna un valore positivo per entrambi i segmenti.
Nel complesso, il saldo tendenziale delle risposte degli intervistati del Panel Rental Blog è pari a –27,4% (migliore del -32,3% della scorsa edizione) e quello congiunturale è pari a +13,6% (radicalmente migliore del -38,7% di tre mesi fa).
Nelle previsioni per il prossimo trimestre, in media, le imprese sono sempre lievemente ottimiste. La situazione però è meno positiva della scorsa edizione, e il saldo medio complessivo per i prossimi tre mesi (+4,5%) in realtà nasconde un valore molto alto per le imprese della produzione e vendita (+51,2%) e uno molto basso per quelle del noleggio (-21,4%).
Ricordiamo che per tutti questi indicatori il valore riportato è il saldo tra il numero di coloro che danno una risposta positiva (aumento) rispetto a quello di chi ne dà una negativa (riduzione), e non sono quindi rappresentativi delle quantità in gioco, ma solo del sentiment.
Il settore economico con prospettive più positive per i prossimi tre mesi è quello dei Servizi (indicato dal 45% dei rispondenti), mentre solo per il 9% andranno bene le costruzioni: al loro interno, il segmento di attività più promettente per i prossimi mesi resta come sempre la ristrutturazione di edifici residenziali, seguita a grande distanza da quella di opere ed edifici pubblici.
Segnali incoraggianti sul fronte insoluti
Nell’ultimo trimestre scende al 41% il numero di chi vede aumentare gli insoluti nella propria azienda: un valore sempre alto, ma il minore da 15 mesi a oggi, e in forte calo. Per i prossimi tre mesi resta intorno al 40% la percentuale di chi ne prevede un aumento. Non è tuttavia abbastanza alto il numero di chi li vede diminuire, anzi: la loro percentuale scende rispetto alla scorsa edizione, e più di metà degli intervistati li stima invariati.