Noleggio auto, tutti i dati di mercato presentati nel 25° Rapporto ANIASA

Tutti i dati sul mercato del noleggio di auto e veicoli in Italia nel 2026
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Il mercato del noleggio veicoli si conferma il vero polmone del comparto automotive italiano, consolidando una crescita che lo vede oggi protagonista di oltre un terzo delle immatricolazioni nazionali (34%).

I dati della 25esima edizione del Rapporto ANIASA dipingono un comparto capace di gestire una flotta di 1,5 milioni di veicoli, nonostante un contesto normativo e fiscale che l’Associazione definisce critico per il futuro della transizione ecologica.

Ma vediamo nel dettaglio tutti i dati registrati dal mercato del noleggio auto a breve e lungo termine nel corso del 2025.

Noleggio veicoli, nel 2025 un mercato a due velocità

Per il mercato del noleggio di veicoli il 2025 si è chiuso con un giro d’affari complessivo di 17 miliardi di euro e un incremento delle immatricolazioni dell’11% rispetto all’anno precedente.

A trainare questa espansione è soprattutto il noleggio a lungo termine, che ha toccato nuovi massimi storici superando i 13 miliardi di fatturato. Interessante il dato sui privati, saliti a 185.000 unità (+4%), a testimonianza di come stia avvenendo un lento ma graduale spostamento culturale dalla proprietà all’uso anche al di fuori dell’ambito aziendale.

Il breve termine, pur con una flotta leggermente ridotta (-2%), ha trovato la sua linfa vitale nel canale aeroportuale, che oggi genera il 60% del business. Tuttavia, su questo equilibrio pesano orizzonti fiscali ancora incerti, come sottolineato dal Presidente ANIASA, Italo Folonari:

Italo Folonari, Presidente di Aniasa, presenta i dati di mercato del noleggio di auto e veicoli

Italo Folonari

“L’avanzata della mobilità a noleggio nel nostro Paese è oramai un trend strutturale che comporta effetti positivi per l’industria automotive, la sicurezza delle strade e la riduzione delle emissioni grazie a un rinnovo della propria flotta decisamente più veloce della media nazionale (circa 4 anni vs oltre 13 anni). Ma il contesto fiscale continua a penalizzare le aziende clienti del settore, frenando lo sviluppo e gli investimenti”.

“Auspichiamo che nel 2026 si intervenga finalmente sulla fiscalità dell’auto aziendale: l’appuntamento è l’attuazione della Legge Delega per la riforma tributaria che prevede proprio la revisione dei costi parzialmente deducibili per le imprese. Auspichiamo parallelamente che nell’attuazione della riforma possa essere adottata l’aliquota IVA agevolata del 10% per i noleggi di veicoli a breve termine con finalità turistiche e per i servizi di car sharing”.

La lenta agonia del car sharing

Se il noleggio tradizionale corre, il car sharing attraversa una fase di profonda involuzione. I numeri sono impietosi: dai 13 milioni di noleggi del 2019 si è scesi a meno di 4 milioni, con una flotta ridotta del 70%.

Il settore sconta l’assenza di regole nazionali uniformi, l’aumento dei costi operativi dovuti a furti e usi impropri, e una fiscalità che applica l’IVA al 22% anziché al 10% come avviene per il Trasporto Pubblico Locale. Senza un cambio di passo normativo, questo modello di grande potenziale nel contesto della mobilità urbana rischia il definitivo declino.

I dati di mercato del noleggio auto nel primo trimestre del 2026

Le rilevazioni relative al primo trimestre del 2026, pur confermando la progressione del comparto, evidenziano i primi segnali di tensione nel segmento del lungo termine.

La contrazione del 4,3% nelle nuove immatricolazioni riflette una strategia di attesa da parte delle aziende, che hanno preferito prorogare i contratti in scadenza e rinviare il rinnovo delle flotte per neutralizzare l’incertezza derivante dalle nuove, e più onerose, disposizioni normative sulla tassazione dei fringe benefit.

auto elettriche ibride

Parallelamente, si registra una forte avanzata dei brand cinesi, che rappresentano ormai il 12,4% del totale immatricolato e addirittura una vettura su cinque nel settore del breve termine.

Noleggio auto, le normative europee sull’elettrico minacciano il mercato

Proprio in questa fase di transizione, la preoccupazione maggiore riguarda il recepimento delle quote obbligatorie europee di elettrificazione per le flotte (45% al 2030 e 80% al 2035). Secondo ANIASA, imporre parametri rigidi senza un’adeguata infrastruttura e costi sostenibili produrrebbe l’effetto opposto a quello desiderato.

Italo Folonari ha evidenziato i rischi di questa accelerazione forzata: “Al momento rappresenta un obbligo stringente, lontano dalle reali dinamiche di mercato, che potrebbe costringere gli operatori, soprattutto nel breve termine, a ridurre o rinviare ulteriormente il rinnovo delle flotte per via dei costi più elevati e delle difficoltà operative legate all’infrastruttura di ricarica”.

“Il risultato sarebbe paradossale: meno ricambio del parco auto, aumento dell’anzianità dei veicoli in flotta, forti criticità per il turismo nei centri minori che necessita del noleggio a breve termine, un pericoloso ritorno al rimborso chilometrico con veicoli datati e possibili forme di evasione fiscale. Di fatto, un rallentamento concreto del percorso di decarbonizzazione”.

In sintesi, il 25° Rapporto ANIASA descrive un settore che è pronto a guidare la transizione green del Paese, ma che chiede alla politica strumenti realistici e una riforma fiscale che non trasformi l’auto aziendale in un ostacolo alla competitività.

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