Il mercato del noleggio guarda al 2026 con cauto ottimismo

Pubblicato a cadenza trimestrale, il RentalTracker ERA/IRN fornisce un termometro prezioso sul sentiment dei noleggiatori e sull’andamento del mercato del noleggio in Europa. L’indagine più recente, riferita al secondo quarto del 2025, mostra un settore che si muove tra luci e ombre.
Dopo il moderato ottimismo registrato a fine 2024, la fiducia degli operatori sembra aver subito un rallentamento: il saldo tra giudizi positivi e negativi sulle condizioni di mercato scende a -10%, un netto calo rispetto al +10% di sei mesi fa. Il dato riflette l’impatto di fattori macroeconomici noti, come gli alti tassi di interesse e il rallentamento dell’attività edilizia, e denota una maggiore prudenza nell’approccio delle aziende, soprattutto sul fronte degli investimenti.
Nonostante le difficoltà congiunturali, il settore non perde comunque la fiducia nel futuro. Il 42% degli intervistati prevede infatti un miglioramento del business entro 12 mesi, contro il 19% che teme un peggioramento. Il saldo positivo (+23%) conferma la linea emersa negli ultimi anni: oggi prevale la cautela, ma si guarda con attese di recupero al 2026.
Un trend rafforzato anche dal confronto anno su anno, in cui il settore europeo registra un saldo positivo del +5% rispetto al Q2 2024. Un segnale che la domanda di noleggio, pur sotto pressione, mantiene una certa resilienza.
Mercato del noleggio, i dati sul tasso di utilizzo
Uno degli indicatori più significativi per comprendere la salute del comparto è il tasso di utilizzo delle flotte, che a livello europeo mostra una sostanziale stabilità, con un saldo positivo del 9%. All’interno di questo quadro, emergono però differenze rilevanti tra i singoli Paesi.
La Spagna si conferma il mercato più dinamico, con l’85% delle aziende che segnala un incremento, anche se il numero limitato di risposte suggerisce cautela nell’interpretazione dei dati. Subito dietro troviamo l’Italia, dove il 43% degli operatori registra un aumento: un risultato che indica una domanda interna in crescita e una gestione delle flotte più efficiente.
In Germania la situazione appare in netto miglioramento rispetto allo scorso anno, con il 27% delle imprese che segnala un utilizzo più elevato contro il 7% rilevato dodici mesi fa, segno di un mercato che sta lentamente ritrovando equilibrio. Più contenute invece le performance di Francia e Regno Unito & Irlanda, che si fermano rispettivamente al 26% e al 15%.
Per il pubblico italiano, questo dato assume particolare rilievo: il noleggio si conferma un settore capace di garantire stabilità operativa, con flotte che continuano a lavorare e a generare valore nonostante il contesto di incertezza economica.
Investimenti, l’Italia è tra i Paesi più dinamici
Dal punto di vista degli investimenti in nuove macchine, il panorama europeo resta improntato alla cautela. Soltanto il 10% delle aziende dichiara di voler aumentare la spesa nel 2026, ma le differenze tra i singoli mercati sono molto marcate.
L’Italia si distingue come uno dei Paesi più dinamici, con il 50% degli operatori che prevede un incremento degli investimenti, un dato che la colloca tra i mercati più fiduciosi. Anche la Germania mostra segnali di recupero: dopo il minimo dell’8% registrato a fine 2024, la quota di imprese intenzionate ad aumentare la spesa sale ora al 38%, indicando un graduale ritorno di fiducia.
Più prudente appare la Spagna, dove, dopo una fase di forte espansione, prevale un atteggiamento di consolidamento. Soltanto il 38% delle aziende intende infatti investire, contro il 66% rilevato lo scorso anno. In netta difficoltà rimane invece la Francia, che con appena il 13% di operatori disposti a incrementare il budget per le flotte continua a occupare l’ultima posizione in Europa.
Ne risulta dunque un quadro a più velocità. Se da un lato i mercati italiano e tedesco sembrano guardare con fiducia al futuro, dall’altro emerge una tendenza più attendista in Paesi come Spagna e Francia, dove prevale l’incertezza e gli investimenti restano in stand-by.
I dati sul mercato del lavoro nel settore del noleggio
Uno sguardo ai piani occupazionali delle aziende di noleggio rivela un atteggiamento di prudenza simile a quello osservato sugli investimenti.
A livello europeo, il 30% delle imprese prevede di ampliare il proprio organico entro la fine del 2025: un dato che, pur restando positivo, rappresenta un calo rispetto al 39% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.
La tendenza suggerisce che, nonostante la fiducia di medio periodo rimanga presente, molte aziende preferiscono rimandare nuove assunzioni finché non emergeranno segnali più chiari sul fronte economico e sulla stabilità della domanda.
In questo senso, il mercato del lavoro nel noleggio appare ancora dinamico, ma con una crescita più selettiva e calibrata rispetto al recente passato.
Focus sull’Italia
Guardando più da vicino al nostro Paese, i numeri del sondaggio confermano un trend positivo:
- il 30% delle aziende segnala condizioni migliori rispetto al trimestre precedente;
- il 42% registra crescita rispetto al Q2 2024;
- il 43% vede salire l’utilizzo delle flotte;
- il 50% prevede un aumento degli investimenti.
Si tratta di percentuali superiori alla media europea, che rafforzano l’idea di un mercato italiano in fase di consolidamento e graduale rafforzamento. Al tempo stesso, rimane alta l’attenzione al contesto macroeconomico, che continua a influenzare la capacità di pianificazione di medio periodo.
Nel complesso, i dati del Q2 2025 confermano che il noleggio europeo non è in fase di contrazione, ma sta vivendo un momento di attesa e selettività. Le aziende evitano impegni troppo onerosi, pur continuando a credere nella ripresa entro il 2026. Per l’Italia, l’indagine offre spunti incoraggianti: un settore che si sta muovendo con maggiore fiducia, sostenuto da una domanda stabile e da investimenti programmati per rinnovare e ampliare le flotte.
Il mercato del noleggio rimane quindi resiliente e pronto a cogliere le opportunità della ripresa, anche se la parola d’ordine, almeno per ora, resta prudenza.
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