Furti nel noleggio, tecnologie e buone pratiche per proteggere i propri asset

Come proteggersi dai furti delle attrezzature a noleggio
furti noleggio come proteggere attrezzature

Ogni anno, migliaia di macchinari spariscono dai cantieri e dai depositi, alimentando un mercato illegale sempre più organizzato e difficile da contrastare. Per le aziende di noleggio, i furti rappresentano un attacco diretto all’efficienza operativa e alla redditività aziendale, lasciando cantieri fermi, clienti insoddisfatti e aziende esposte a perdite difficili da recuperare.

Secondo le stime della European Rental Association (ERA), ogni anno vengono sottratti oltre 30.000 macchinari pesanti e 300.000 unità più piccole, con un impatto economico che supera i 500 milioni di euro solo per il noleggio. Estendendo il dato anche alle macchine di proprietà delle imprese utilizzatrici e al settore agricolo, il danno annuale arriva ad ammontare 1,5 miliardi di euro.

Per aiutare i noleggiatori a contrastare questo fenomeno, ERA ha pubblicato la nuova Theft and Vandalism Prevention Guide, una risorsa pratica e aggiornata per prevenire i furti e proteggere gli investimenti delle aziende di noleggio.

Come contrastare i furti ai danni delle aziende di noleggio

La guida di ERA affronta il tema della prevenzione dei furti nel noleggio da due punti di vista complementari, costruendo un ponte tra chi utilizza le attrezzature sul campo e chi le gestisce e le mette a disposizione.

Da una parte ci sono quindi i clienti — imprese di costruzione, artigiani, professionisti — chiamati a una gestione più consapevole e responsabile dei mezzi a noleggio. Dall’altra le aziende del noleggio, che hanno il compito di adottare strategie strutturate di protezione dei propri asset, sia nei depositi che durante l’intero ciclo di vita dell’attrezzatura.

Le linee guida per i clienti

Per i clienti, la guida insiste sull’importanza di ridurre le opportunità di furto aumentando la percezione del rischio per i ladri. Questo significa rendere ogni tentativo di intrusione o sottrazione più lungo, complesso e facilmente rilevabile.

Non si tratta solo di dotare i cantieri di dispositivi tecnologici come il GPS o la videosorveglianza, ma anche di lavorare sull’ambiente in cui l’attrezzatura è impiegata: una buona illuminazione, recinzioni ben posizionate, segnaletica chiara che evidenzi le misure di sicurezza adottate possono avere un effetto dissuasivo immediato.

Un tentativo di furto di mezzi a noleggio intercettato dalla polizia

Un tentativo di furto intercettato dalla polizia

La rapidità con cui si reagisce a un’anomalia o a un sospetto, così come la preparazione degli operatori nel gestire in modo sicuro e attento i macchinari, diventa un fattore determinante. È un lavoro che richiede un’attenzione quotidiana, oltre che formazione e collaborazione attiva con il noleggiatore.

Cosa possono fare i noleggiatori

Dal lato delle aziende di noleggio, la prevenzione si traduce in un approccio sistemico, che coinvolga in egual misura persone, tecnologie e processi.

Limitarsi a custodire i mezzi in luoghi sicuri (o presunti tale) non è sufficiente: occorre sviluppare una cultura aziendale orientata alla sicurezza, dove ogni dipendente sia formato per riconoscere i segnali di allarme e sappia quali protocolli attivare.

Un capitolo a parte è riservato alla minaccia sempre più diffusa dei noleggi fraudolenti, un fenomeno che sfrutta identità false, documentazione contraffatta e comportamenti ambigui per ottenere l’accesso a macchinari di valore.

La guida suggerisce un piano operativo in quattro fasi, che parte dalla verifica dell’identità del cliente e si estende al monitoraggio delle anomalie nel comportamento d’acquisto, fino alla condivisione interna delle informazioni sospette e alla collaborazione con le associazioni di settore.

Le tecnologie a disposizione delle aziende di noleggio per prevenire i furti

La guida dedica un’attenzione particolare all’utilizzo delle tecnologie come strumento di prevenzione e gestione del rischio, sottolineando come l’adozione di sistemi digitali possa trasformare il modo in cui le attrezzature vengono protette, monitorate e recuperate.

La telematica, ad esempio, gioca un ruolo centrale: grazie ai dispositivi integrati nei macchinari, è possibile localizzare in tempo reale la posizione delle attrezzature, monitorarne l’utilizzo e ricevere notifiche in caso di movimenti sospetti o disconnessioni improvvise, consentendo così una reazione tempestiva in caso di furto.

A fianco della telematica, la guida suggerisce l’impiego di dispositivi RFID e di beacon Bluetooth, strumenti in grado di creare una rete di tracciamento locale. I tag RFID (Radio-Frequency Identification) possono essere installati su ogni unità per permetterne l’identificazione immediata tramite lettori compatibili, anche in ambienti complessi o sovraffollati.

cantiere digitaleI beacon Bluetooth, invece, sfruttano connessioni a corto raggio per inviare segnali a dispositivi mobili o a ricevitori fissi, costruendo una sorta di “rete di prossimità” utile per individuare gli asset in movimento all’interno di un’area definita, come un deposito o un cantiere.

Sistemi di accesso controllato e marcatura degli asset

I sistemi di accesso controllato rappresentano un altro livello di protezione. Tramite smart card, codici PIN o badge RFID, è possibile limitare l’utilizzo delle attrezzature esclusivamente a personale autorizzato, registrando ogni attivazione o tentativo di accesso non consentito. In questo modo, anche in caso di furto fisico, il macchinario risulta inutilizzabile se non si dispone delle credenziali corrette.

Infine, un aspetto spesso sottovalutato ma fondamentale in ottica di recupero è la marcatura degli asset. Tecniche come il CESAR — un sistema europeo di registrazione e identificazione — o il DNA marking, che applica marcature invisibili al macchinario o ai suoi fluidi, permettono di identificare in modo univoco i beni anche quando vengono smontati o esportati illegalmente.

In particolare, la marcatura invisibile (tramite micro-dot, UV o DNA sintetico) rende molto più difficile per i ladri ripulire o rivendere il mezzo, e facilita le forze dell’ordine nel collegare il bene al suo legittimo proprietario in fase di sequestro o recupero.

Queste tecnologie, specialmente se combinate tra loro, riducono il rischio di furto e aumentano significativamente le probabilità di recupero e restituzione delle attrezzature sottratte.

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Tag dell'articolo: furti, gestione della flotta, noleggio

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