Sollevamento, l’ombra dei dazi si estende anche alle autogrù e al mercato britannico

autogru cina dazi indagine commissione europea

Il panorama normativo del sollevamento europeo è stato recentemente scosso dall’apertura di due nuovi procedimenti istruttori che potrebbero estendere sensibilmente il raggio d’azione delle barriere commerciali.

Il 19 dicembre 2025, la Commissione Europea ha ufficializzato l’avvio di un’indagine antidumping sulle autogrù importate dalla Cina, mentre pochi giorni dopo l’autorità del Regno Unito (TRA) ha risposto alla richiesta del produttore Niftylift aprendo un’analoga inchiesta sulle piattaforme semoventi a braccio importate nel mercato britannico.

Se l’introduzione dei dazi definitivi sulle piattaforme aeree prodotte in Cina (con aliquote combinate che oscillano oggi tra il 20,6 e il 66,7 per cento) costituisce ormai un dato di fatto per il mercato, le recenti iniziative legali indicano che l’attenzione delle istituzioni si sta ora spostando anche verso altri comparti e aree geografiche, estendendo potenzialmente il campo dello scontro commerciale tra Europa e Cina.

Le indagini per i possibili dazi sulle autogrù importate dalla Cina

L’apertura dell’indagine della Commissione Europea sulle autogrù rappresenta la risposta diretta alla denuncia presentata da quattro dei principali costruttori continentali: Liebherr, Manitowoc, Sennebogen e Tadano. Rappresentati dall’associazione tedesca VDMA, i produttori hanno richiesto alla Commissione di verificare l’esistenza di potenziali danni materiali derivanti da politiche di prezzo definite “predatorie” e dall’immissione sul mercato di mezzi a prezzi artificialmente bassi.Le autogru prodotte in Cina potrebbero essere sottoposte a dazi

L’istruttoria si concentra sulle autogrù montate su veicoli semoventi con capacità di sollevamento pari o superiore a 30 tonnellate e coprirà un periodo di osservazione per il dumping esteso fino a settembre 2025; tuttavia, per valutare l’effettivo danno all’industria, la Commissione esaminerà i trend economici a partire dal 1° gennaio 2022.

Secondo la tesi della VDMA, i competitor asiatici beneficerebbero di vantaggi strutturali quali sovvenzioni statali, costi delle materie prime manipolati, regimi fiscali preferenziali e finanziamenti agevolati. Le parti interessate hanno ora 37 giorni dalla pubblicazione dell’avviso (avvenuta il 19 dicembre 2025) per presentare osservazioni scritte, in un processo che i denuncianti definiscono un passo cruciale per il ripristino di condizioni di parità e per la salvaguardia dei 7.000 posti di lavoro diretti del comparto, oltre a una vasta rete di fornitori europei che costituiscono l’ossatura tecnologica del settore.

Le PLE semoventi diventano oggetto di indagine anche nel Regno Unito

Parallelamente alle azioni di Bruxelles, anche il Regno Unito ha formalmente avviato un’indagine sulle importazioni cinesi di piattaforme semoventi a braccio telescopico e articolato, inclusi i modelli cingolati.

L’iniziativa scaturisce da un’istanza presentata dal produttore britannico Niftylift alla Trade Remedies Authority (TRA), denunciando pratiche di dumping e sussidi illegittimi. Secondo quanto documentato dal costruttore, i noleggiatori britannici starebbero acquistando macchine cinesi a prezzi inferiori del 10-30 per cento rispetto a quelli dei produttori consolidati.

piattaforme aeree cinesi dazi dumping

L’indagine, che esclude esplicitamente i pantografi, le autocarrate e le colonne verticali, mira a verificare se i competitor asiatici abbiano beneficiato di finanziamenti preferenziali, agevolazioni fiscali e sovvenzioni governative dirette. Il periodo di osservazione per il dumping è fissato tra ottobre 2024 e settembre 2025, mentre l’analisi del danno retroagisce fino a ottobre 2021. Le parti interessate hanno tempo fino al 12 gennaio per registrarsi sul sito della TRA, in vista di una sessione informativa prevista per il 14 gennaio.

È l’inizio di un effetto domino?

L’estensione dei dazi e l’apertura di nuove indagini delineano uno scenario di “vasi comunicanti”, dove la protezione di un mercato genera inevitabilmente pressioni su quelli limitrofi. Se le indagini avviate dal Regno Unito porteranno a conclusioni analoghe a quelle della Commissione Europea, si consoliderebbe il segnale che l’era dei mercati aperti a ogni costo sta cedendo il passo a una difesa attiva del patrimonio industriale nazionale (o, nel caso dell’Unione, continentale).

Una tendenza che costringerà i noleggiatori a una revisione profonda delle proprie strategie di acquisto: se nel recente passato la convenienza immediata e la disponibilità di stock hanno guidato molte scelte di flotta, oggi l’incertezza tariffaria e il rischio di sanzioni repentine rendono più complesso il calcolo del valore residuo dei mezzi.

Per le aziende di noleggio, la sfida sarà integrare queste variabili geopolitiche nella gestione del rischio d’impresa, in un contesto dove il prezzo d’acquisto non è più un dato statico ma una variabile soggetta alle tensioni del commercio globale.

Formazione per il noleggio

Aiutiamo le aziende di noleggio a elevare le prestazioni del personale con corsi di formazione specifici

Rental Academy

Marketing per noleggiatori

Affianchiamo le aziende della filiera del noleggio con attività di marketing on e offline
e contenuti personalizzati

Rental Marketing
Newsletter - RentalBlog

Iscriviti Qui alla Nostra Newsletter

Ricevi tutti i nostri aggiornamenti esclusivi sul mondo del noleggio

ARTICOLI CORRELATI

Rimaniamo in contatto!

Iscriviti alla newsletter per non perdere i nostri aggiornamenti.

Marketing a cura di